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Caso Franzoni, Taormina: “Abbiamo reiterato il pignoramento della villetta di Montroz”

AOSTA – “Non mi arrendo – dice l’avvocato Carlo Taormina, legale di Annamaria Franzoni con cui è in causa come creditore di 470 mila euro -. La decisione di riaprire una seconda causa- spiega – è prevista dalla nuova giurisprudenza che, nel caso di un fondo patrimoniale in comproprietà di coniugi, come è la villetta di Montroz, il pignoramento deve essere esteso ad entrambe le quote e non solo sulla metà. Noi – ricorda il legale – ci eravamo limitati a pignorare il cinquanta per cento e non il cento per cento”.

In contatto telefonico, dal suo ufficio, a Roma, l’avvocato Carlo Taormina ribadisce la ferma intenzione di continuare la causa, ribadendo, in ogni caso, i suoi forti dubbi sull’esito positivo.

Non risulta che i coniugi Franzoni-Lorenzi possiedano altri beni – informa – Le quote della villetta sono suddivise a metà fra moglie e marito e sono in comunione dei beni. Abbiamo intentato questa seconda causa per una questione di principio. E’ stato appurato come i coniugi Lorenzi non abbiano neppure somme di denaro sufficienti a saldare l’ingente debito contratto per la mia difesa di Annamaria accusata dell’uccisione del figlio Samuele. La signora mi deve 470 mila euro. Soldi che non percepirò mai”, è convinto l’avvocato, anticipando come il valore della villetta verrà rideterminato da una perizia eseguita dal giudice dell’esecuzione “laddove ritenga che il fondo patrimoniale – specifica – non sia opponibile a Taormina“.

Una situazione ancora tutta da chiarire e, soprattutto, da quantificare. “Attendo le determinazioni dei giudici, così come ho fatto a Bologna dove hanno riconosciuto le mie ragioni in relazione alla spettanza delle somme”, conclude l’avvocato Carlo Taormina.

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