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Aosta compie, oggi, 2.044 anni

AOSTA – Il capoluogo regionale spegne le sue prime duemila candeline, nel giorno del solstizio d’inverno, quando il sole illumina il Carlo Maximus.

Questa importante scoperta la si deve ai ricercatori archeologici dlel’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta Stella Bertarione archeologa, funzionario della Sovrintendenza ai Beni culturali e a Lorenzo Pizzuto ricercatore dell’Osservatorio.

Spiega i dettagli l’archeologa: “E’ stata la fortuna, o forse il destino, di incappare in un blocco di pietra decorato con simboli non immediatamente interpretabili, ma che, alla fine, hanno condotto ad una importante rivelazione”.

Si tratta, come ha spiegato Stella Bertarione, di due elementi fallici, un aratro, un vomere e un simbolo del capricorno, collegati all’atto di fondazione della città romana da parte dell’Imperatore Ottaviano Augusto nel 25 a.C. 2044 anni fa. L’imperatore a cui è dedicato l’Arco all’ingresso Est del capoluogo regionale.

E’ una sintesi – specifica l’archeologa – della volontà di Ottaviano di porre la città sotto buoni auspici, come testimonia anche la presenza del capricorno, costellazione tutelare e identificativa dell’imperatore”. Scende in dettaglio: “Aosta è, quindi, un’antica città volutamente e significativamente orientata al solstizio d’inverno che segnava per i Romani il cambio d’anno e la vittoria della luce sul’oscurità”.

L’attesa del sorgere del sole in allineamento in Via Croix de Ville, sul Cardo Massimo, è impedita dal maltempo.

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