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Afragola- stazione AV: colpi di scena all’orizzonte

E’ stata fissata per il 3 di Marzo prossimo l’udienza al riesame presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per discutere sulla richiesta di sequestro della stazione di Afragola chiesta dalla Procura di Napoli Nord e rigettata per ben due volte dai Gip appartenenti allo stesso tribunale. Ieri mattina, per la presentazione di altri documenti, l’udienza è stata rimandata. Sulla richiesta di sequestro, sono finiti sotto indagine,l’amministratore delegato di RFI, il direttore dei lavori, il collaudatore statico della stazione, il referente di progetto, il responsabile meridionale per gli investimenti di RFI, ed il responsabile meridionale di Italferr. Per i magistrati di Napoli Nord, cioè il sostituto procuratore Giovanni Corona, ed il procuratore aggiunto Domenico Airoma, quella stazione va chiusa poiché sarebbe insicura. Non dello stesso avviso invece la schiera di avvocati che si sono presentati per RFI ed Italferr. Su richiesta delle parti, la difesa ha presentato una corposa documentazione a corredo di quello che già è stato fatto in passato a supporto di una tesi difensiva tendente a smontare il teorema accusatorio. Allo stesso modo, anche i magistrati di Napoli Nord hanno presentato altra documentazione, soprattutto quella che dimostra come ancora tutt’oggi la stazione di Afragola è aperta solo con un Amis (autorizzazione di messa in servizio) temporanea che scade a Luglio prossimo. Dichiarazione questa, emessa dall’Ansf, l’Autorità Nazionale di Sicurezza Ferroviaria, giunta direttamente sul tavolo dei procuratori Airoma e Corona di Napoli Nord. Un colpo di scena questo, che ha preso di contropiede il mondo delle ferrovie, ma al tempo stesso, rafforzerebbe ancora di più la tesi accusatoria che si basa sui tanti dubbi che hanno portato all’emissione dei collaudi, ritenuti frutto di pressioni con il fine di tagliare il nastro dell’inaugurazione entro e non oltre il 6 di Giugno del 2017. In realtà, quella stazione era un cantiere aperto, e non era ancora idonea ad ospitare i viaggiatori. Per quella fretta di tagliare il nastro, i magistrati sospettano che i dirigenti indagati avrebbero intascato dei bonus di produzione. In tutta questa storia, si inserisce pure un lato drammatico sul mancato pagamento delle ditte che hanno lavorato nel cantiere, e che adesso devono fare i conti con possibili fallimenti.

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