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Afragola, si dimette il sindaco Grillo. “Chiedo scusa alla città. Non ne potevo più”

Salta la giunta ed il sindaco Claudio Grillo si dimette. “Chiedo scusa alla città. Non ne potevo più”. Così, con poche parole che però, dicono tante cose, il sindaco Grillo, ha deciso che poteva bastare. Ha chiamato la segretaria comunale, ed ha deciso di dimettersi. Le dimissioni, come ovvio che sia, avranno il solito decorso per legge, cioè i famosi 20 giorni. Trascorso questo termine, le dimissioni diventano irrevocabili. L’amministrazione comunale è durata solo 18 mesi. Che buona parte dei quali, passati a litigare internamente, dove il partito di Forza Italia, si è spaccato lasciando solo il presidente del consiglio Tommaso Bassolino ed Anna Izzo come unici rappresentanti. Ma andiamo con ordine. Meno di un anno fa, Claudio Grillo, in totale contrasto con la sua maggioranza, decide di dimettersi. Si avviano le consultazioni. Forza Italia, che in un primo momento tuonava sempre contro il primo cittadino in merito alla richiesta di un doppio rappresentante in giunta, decide di mollare la presa. Anche la Lega, con i suoi rappresentanti decisero di trovare un accordo. Che però, negli ultimi mesi, tutto quello che si era detto in precedenza, cioè quando fu convinto il sindaco a ritirare le dimissioni, è stato totalmente disatteso. Forza Italia, con Antonio Caiazzo ed Anna Izzo, fanno capire che firmeranno pure loro la mozione di sfiducia presentata da un opposizione che si leccava ancora le ferite della sconfitta. Caiazzo, uscito da Forza Italia, insieme a Raffaele Fusco, insieme consigliere dissidente Vincenzo De Stefano, appoggiavano esternamente la maggioranza. Quindi, Grillo si è trovato dopo 18 mesi, con 3 consiglieri pronti a tirare la spina. All’ultima riunione di maggioranza, la lega era assente. Chiedeva un tavolo politico. Richiesta questa, non concordata dagli alleati. Bisognava approvare il fabbisogno del personale, forse, per allungare a full Time il contratto dei vigili urbani neo assunti. Nulla da fare. Pure su questo fatto, non c’è stata coesione. Il sindaco, che da molto tempo non aveva il polso della situazione, ha deciso che poteva bastare. La città, è rimasta tale e quale così come l’ha lasciata la precedente amministrazione comunale di centro sinistra. La problematica dei rifiuti non risolta, con una differenziata crollata in ogni settore della città, e con un cantiere sequestrato. Alcune scuole inagibili, il degrado del rione Salicelle e nelle periferie, la spinosa questione delle case abusive, le opere pubbliche solo annunciate ma mai realizzate, la mancata approvazione del Puc, importante piano per lo sviluppo territoriale, e tanto altro ancora. Insomma, la mancata coesione nella maggioranza, tra Lega, Forza Italia, ed elementi di centro sinistra confluiti nel centro destra come Campania Libera, hanno fatto in modo che il famoso programma di governo non fosse attuato. Dalla maggioranza, bocche cucite. Nessuno vuole parlare. Il sindaco, dal canto suo, le dimissioni le ha motivate con “motivi personali”. Ma la realtà era sotto agli occhi di tutti. Adesso non si torna indietro.

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