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Val di Funes il fascino di una vacanza green

Un periodo di riposo in questa piccola valle laterale del fiume Adige, inserita in uno scenario da cartolina, significa pace e relax. Il gruppo delle Odle con le sue alte vette la “incorona” in maniera impeccabile

Val di Funes, piccola e straordinaria. Queste due parole, da sole, sono già in grado di descrivere, nel migliore dei modi, questa vallata, lunga appena 24 chilometri, incastonata tra le vette del Gruppo delle Odle ed i vigneti della valle Isarco a nord di Chiusa.

Le guglie imponenti delle Odle fanno da contrasto al verde rigoglioso delle valli nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle. Le Odle sono l’immagine simbolo di questa valle. Reinhold Messner, uno dei nomi più noti dell’alpinismo mondiale, che è nato proprio in questa valle e qui si è cimentato nelle sue prime scalate sulle pareti delle Odle, le ha definite “le montagne più belle delle Dolomiti” per il loro profilo classico e frastagliato. E bisogna credergli, perché lui di belle montagne ……se ne intende.

Chi ha avuto la fortuna di poter ammirare i riflessi dei raggi solari sulle pareti rocciose in una chiara giornata di settembre, lo ricorderà per sempre come uno straordinario spettacolo della natura. Pareti merlettate si ergono dai boschi di conifere, infuocati e luccicanti, con gole e burroni intrisi di oro splendente, fino a che le montagne impallidiscono e muoiono col tramontare del sole. Completano il quadro magnifici masi, malghe rigogliose e pascoli a perdita d’occhio, attorniati da un panorama alpino assolutamente unico. Qui il tempo sembra essersi fermato: non ci sono fabbriche e neppure strade pensate per il traffico di molte automobili. Poi, in questo angolo di Alto Adige le Dolomiti sembrano mettersi in posa. Tutto è a misura d’uomo e il ritmo è dettato dalla natura e per questo la Val di Funes è il luogo ideale per una vacanza rilassante per tutta la famiglia.

L’intera vallata è infatti sinonimo di  “mobilità dolce”. Fa parte a pieno titolo di Alpine Pearls il network di località alpine accomunate da una offerta di vacanza in mobilità dolce ed ecosostenibile, dalla produzione di energia elettrica al teleriscaldamento. È classificabile 100% “Green Valley”. Infatti tutta l’energia elettrica necessaria viene prodotta in loco grazie alle tre centrali idroelettriche di Santa Maddalena, San Pietro e Meles gestite dalla Società Energie Villnöss presieduta da Josef Fischnaller e composta da oltre 600 soci, tutti residenti nella valle.

Sono anche stati costruiti due impianti di teleriscaldamento a biomasse legnose (a San Pietro e Santa Maddalena)  per riscaldare le abitazioni dell’intera vallata. È  anche in funzione un impianto fotovoltaico costituito da 500 moduli ad alta efficienza montati sul tetto della Centrale di teleriscaldamento di San Pietro. In tal modo si è raggiunta la completa autosufficienza energetica. L’energia elettrica (rinnovabile e pulita) in eccesso viene rivenduta alla rete elettrica nazionale. Ultima fatica dell’azienda, il cablaggio con fibra ottica dell’intera vallata che oggi può utilizzare una rete internet ad alta velocità.  

Vacanze in mobilità dolce

Come si è detto,  questa Valle fa da tempo parte del circuito Alpine Pearls, il network che propone vacanze ecosostenibili in alcuni dei posti più belli delle Alpi. Fin dal giorno dell’arrivo ci si può dimenticare completamente dell’auto, mandarla “in ferie” e vivere una completa esperienza in mobilità dolce. Tutto ciò è possibile grazie alla “Dolomiti Mobil Card” un pass rilasciato senza costi dalla struttura alberghiera dove si pernotta che offre una infinità di vantaggi e servizi in Val di Funes e dintorni fra cui utilizzo di trasporti pubblici, seggiovie e impianti di risalita, noleggio bici e e-bike, musei ed escursioni a volte a titolo gratuito altre con prezzi scontati. Ad esempio con la “Card” si possono utilizzare gratuitamente i mezzi pubblici ed entrare, sempre gratuitamente, in  90 musei altoatesini.

Il modo migliore per conoscerla è a piedi.  La Val di Funes è un paradiso per gli amanti delle camminate. Le distanze da percorrere non sono eccessive e, molto spesso, i dislivelli sono alla portata di tutti, anche dei meno allenati.  Nei dintorni delle sei località che danno vita al comune di Funes (Colle, San Giacomo, Santa Maddalena, San Pietro, San Valentino e Tiso), con poche centinaia di abitanti ognuna, partono una infinità i sentieri che  si dipanano attraverso prati e foreste e gli amanti della natura possono così scegliere tra tranquille passeggiate in fondovalle, escursioni verso le malghe, divertenti camminate adatte a  tutta la famiglia ed emozionanti percorsi a tema, a volte alla portata solo ai camminatori più esperti. Ogni tratto offre panorami unici e meravigliosi, e farà scoprire un paesaggio naturale e culturale ancora intatto. Uno dei percorsi dolomitici più famosi e suggestivi  è il Sentiero Adolf Munkel, detto anche “Sentiero delle Odle” in quanto si snoda per circa 13 chilometri ai piedi  di tali montagne.

A  Santa Maddalena, la località principale della valle, merita una visita la chiesa parrocchiale di Sant’Anna che si distende su un pendio soleggiato. L’attuale costruzione, datata 1492, appartiene al periodo tardo-gotico, come dimostra la navata con volta a rete asimmetrica. L’interno della Chiesa è caratterizzato da elementi barocchi. L’altare mostra S. Maddalena, la patrona della chiesa in atteggiamento di contrizione, ai lati le sculture dei Santi Pietro, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Girolamo. Notevoli sono i dipinti dell’artista ladino Johann M. Peskoller nella volta (barocca) del coro del 1928. La cappella mortuaria nel piccolo cimitero a ridosso della chiesa, con il minuscolo altare del XVII secolo, ha un carattere decisamente antico.

Sempre a Santa Maddalena, in via Trebich 1, merita una tappa il Centro Visite Puez-Odle, una struttura moderna e ben organizzata.  Collocato in un edificio a due piani a forma di cubo ed eseguito in cemento color papiro, si propone di avvicinare il visitatore alla natura. Si visita con calma in un’ora circa. Il centro è aperto fino al prossimo 31 ottobre, dal martedì al sabato con orario 09.30 – 12.30 e 14.30 – 18.00. Luglio ed agosto rimane aperto anche alla domenica. Il percorso inizia con un breve filmato sul Parco Naturale Puez – Odle. Poi una fotografia aerea del Parco naturale Puez-Odle sulla quale si può camminare, invita il visitatore ad osservare il parco dalla prospettiva a “volo d’uccello” ed a capire le particolarità del paesaggio. Lo spazio espositivo “Toccare le montagne” parla dell’argomento principale del parco naturale, cioè la geologia delle Dolomiti.  Nella parte dedicata alle “Meraviglie della natura” c’è molto da scoprire: pellicce d’animali, uova e penne d’uccello, calchi delle orme, tracce, palchi, reperti vari ed erbe medicinali. Al primo piano la sala “Conquistare le montagne” è dedicata principalmente all’alpinismo. Lo scalatore estremo Reinhold Messner in un breve filmato racconta anche delle sue esperienze in montagna.

A Ranui, una località a pochi chilometri da Santa Maddalena, da incorniciare l’immagine della Chiesetta di San Giovanni, in mezzo ad un grande prato verde e le cime più alte delle Odle, Furchetta, Sass Rigais e Forcella de Mesdì sullo sfondo. È di proprietà  del Maso Ranuihof, ubicato vicino alla chiesetta  e per visitarla bisogna richiedere le chiavi ai proprietari del maso stesso. La facciata anteriore è impreziosita da diversi  dipinti ed un affresco che raffigura San Giovanni. La cupola a cipolla di rame sorregge una stella che si riferisce al martirio del santo. All’interno nove dipinti barocchi, datati metà  del XVIII secolo, raccontano della vita di Giovanni.

Ci sono anche tanti percorsi, con diversi livelli di difficoltà, studiati appositamente per gli appassionati della mountain bike. Mountain biking significa sport e divertimento, da soli oppure in gruppo, espressione di uno stile di vita attivo e significa mantenersi in forma e restare a contatto con la natura.

La Val di Funes è “e-Bike friendly” e dispone di 15 stazioni dove è possibile ricaricare le bici elettriche con l’uso di caricabatterie. Dal prossimo autunno saranno attivate altre cinque postazioni che non necessitano di tale strumento. Quindi un modo piacevole di scoprirla è sicuramente in sella ad una e-Bike. Grazie alla pedalata assistita si può arrivare dovunque anche in quota senza sforzo ed in assoluto relax.  Le pendenze con la bici elettrica sono facilmente superabili, diventa anche  “un gioco da ragazzi” pedalare controvento e  ciò rende la gita in bici ancora più divertente e si riesce ad apprezzare di più  il paesaggio circostante. Molto facile con l’ e-Bike arrivare, ad esempio,  fino a Malga Zannes a 1.685 metri di altezza (in alternativa si possono utilizzare i mezzi pubblici che fanno capolinea proprio nel piazzale antistante la malga) per visitare l’interessante “Dolomites Unesco Infopoint” dove viene rappresentata la storia delle Dolomiti, lunga 270 milioni di anni,  in una sequenza accelerata.

Gli ammassi rocciosi, che costituivano un tempo il fondo marino, si stagliano ora come imponenti cime, talvolta inclinate, compresse o piegate. Questo viene riproposto nel concetto architettonico dell’Infopoint, la cui struttura esterna è un calco, in versione architettonica, delle guglie spioventi delle Odle. Già al primo sguardo il percorso museale di circa 200 metri quadri messo a punto dall’architetto Christa Mair  genera stupore e meraviglia. Stupore perché  non c’é sensazione migliore per descrivere meglio le Dolomiti, un capolavoro della natura che dal 2009 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. Meraviglia invece perché nei vari punti della “timeline” si trovano risposte a domande quali “quando e come si sono formate le Dolomiti?” poi “se fosse possibile ritornare indietro nel tempo di qualche centinaio di milioni di anni, ci si troverebbe in un atollo tropicale, invece che a 2.000 metri d’altezza?” ed infine “come fa il geologo a studiare questo passato remoto e quali strumenti utilizza?”. 

Infine merita una visita anche il Museo mineralogico di Tiso. Collocato nel centro del paesino propone una panoramica completa sull’origine e le caratteristiche del mondo dei cristalli che si possono trovare nel paesaggio dolomitico e che oggi sono riuniti nel museo. Per 30 anni Paul Fischnaller, guida alpina e collezionista di minerali, ha raccolto cristalli di montagna dei monti della Val di Funes. Tra questi si trovano anche le famose Sfere di Tiso, pietre con diametro fino 20 centimetri al cui interno si sono formati fino a sette minerali diversi. Ametisti e cristalli di quarzo di una purezza trasparente, acati con cerchi colorati quasi geometrici. Nello shop del museo si trovano libri e informazioni sul tema, così come souvenir, Sfere di Tiso, bigiotteria e pietre salutari.

Gastronomia sopraffina

Questo è un paradiso anche per gli amanti del  “mangiar bene”: rifugi tipici, accoglienti locande e ristoranti di qualità offrono specialità tipiche regionali e cucina di alta classe con ingredienti molto spesso a “chilometro zero”. In questa valle, la gastronomia è da “110 e lode”, una autentica roccaforte con tanti prodotti di qualità. Ci sono  piatti – quali gli Schlutzer (ravioli cucinati e ripieni con ricotta, spinaci o patate), gli Schworzplentina Knedl (canederli con farina di grano saraceno) lo Schöpsans ( arrosto di agnello) e le Selchkaree (costolette di maiale affumicate e in salamoia) – che fanno da sempre parte della tradizione culinaria della Val di Funes.

Alcuni dei prodotti e dei piatti tipici della gastronomia locale, a volte rielaborati per dare loro un tocco moderno e raffinato,  possono essere degustati in molte malghe. Così dopo una lunga passeggiata  attraverso i prati in fiore o ai piedi delle Odle o del Sass de Putia ci si può fermare in una delle tante malghe che si incontrano lungo il percorso per degustare un buon piatto di speck e di  formaggio alpino, oppure qualche canederlo, od ancora  il “Bauerngröstl” una padella alla contadina di manzo e patate e per finire  “Krapfen” con un succoso strudel di mele.

Merita una sosta gustosa il Treffpunkt Zans,  letteralmente “Punto di ristoro Zannes” con un piccolo ristorante in stile tirolese gestito da Markus Obexer assieme alla moglie Karin.  Il ristoro, ubicato nei pressi del parcheggio di Malga Zannes,  è il punto di partenza ideale per incamminarsi su fantastici sentieri nel parco naturale o per esplorare per esempio il bellissimo sentiero natura di Zannes.

Nel periodo estivo si può pranzare sul terrazzo baciato dal sole, con vista mozzafiato sui monti circostanti. Per assaggiare piatti molto interessanti basta affidarsi all’estro di Karin la  regina della cucina. Assolutamente da provare i ravioli fatti in casa con ripieno di speck e porri oppure le tagliatelle con speck e pomodorini. Come secondo  si può assaggiare il gulasch di manzo con canederli o polenta. Per dessert si può optare per il Buchteln mit Vanillesoße, un dolce tipico tirolese di pasta lievitata dolce con crema pasticcera oppure una porzione di kaiserschmarren le tipiche frittelle dolci della tradizione altoatesina con uva sultanina accompagnata da una confettura di mirtilli. 

In Val di Funes ci sono altri due prodotti di eccellenza, la Villnösser Brillenschaf, “la pecora con gli occhiali della val di Funes”, una delle razze più antiche d’Europa e la razza bovina grigio alpina, entrambe “Presidi Slow Food”, che fanno parte della tipica cultura alimentare  di questa valle.

La “pecora con gli occhiali” nasce nel XVIII secolo dall’incrocio della originaria razza locale Landschläge con la pecora bergamasca e la pecora da seta padovana. Le chiazze attorno agli occhi, da cui prende il nome sono il suo marchio distintivo al pari della colorazione nera delle orecchie.

All’inizio del terzo millennio questa razza autoctona, ad un passo dall’estinzione, è stata recuperata grazie al lavoro di Oskar Messner uno chef  della Val di Funes che, dapprima ha fondato una società, Furchetta Sas (che ha preso a prestito il nome dalla omonima cima più alta del Gruppo delle Odle) oggi composta da quattro soci, e poi in stretto raccordo con i contadini della zona ha operato per il rilancio questo allevamento. L’operazione è per buona parte riuscita ed in questo periodo passeggiando per la valle è molto facile intravedere questi animali  che brucano beati nei vari pascoli in quota.  

Da sette anni la società Furchetta acquista dagli allevatori anche la lana, morbida e pregiata, di questa pecora.  In parte, viene venduta ad una importante società della zona che la utilizza per le imbottiture di giacche e pantaloni da montagna ed in parte è usata per la produzione di pantofole, berretti ed altri abiti invernali che vengono a mano dalle donne della valle. Come si è detto la Villnösser Brillenschaf è da alcuni anni anche Presidio Slow Food che ha come obiettivo quello di far diventare la pecora una risorsa per un territorio alpino di grande bellezza. Infatti Oskar ed i suoi soci hanno in cantiere vari progetti per il pieno recupero di tale allevamento come elemento per rafforzare l’economia locale in una logica di alleanza forte tra chi produce chi consuma.

Ma Oskar Messner è anche un ottimo chef che ha saputo trasformare il vecchio bar osteria di famiglia, nel moderno Pitzock, un ristorante simpatico ed inconsueto con un arredo essenziale ma accogliente, in grado di offrire una cucina squisita a base di prodotti locali della Val di Funes. Il locale è in frazione di Pitzack (Pizzago). La sala da pranzo con terrazza è dominata da colori vivaci. Il vetro arancione e nero, che da sulla cucina, dona un tocco di modernità all’intera struttura. La grande vetrata con la terrazza offre una vista sorprendente sulla valle.

Che nel ristorante gestito da Messner assieme alla moglie sommelier  Ingrid Pfattner, si mangi divinamente è ormai risaputo, non solo tra gli abitanti e i turisti della valle, ma anche nei circoli gastronomici più importanti. Ed infatti dal 2011 il ristorante fa parte dell’Alleanza dei Cuochi Italiani con Presidi Slow Food perché la cucina di Oskar fa ampio uso di Presidi Slow Food, dall’aglio di Caraglio fino al pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, passando per il riso Vialone Nano di Grumolo delle Abbadesse, per il Parmigiano Reggiano della Vacca Bianca Modenese  fino al mandarino tardivo di Ciaculli. I piatti che Oskar propone sono come uno spartito di un’opera importante, una sinfonia di sapori che viene resa piacevole dall’estro di questo chef.

Per il corretto abbinamento piatti – vino ci pensa Ingrid che consiglia sempre il vino più adatto scegliendo fra un importante assortimento di etichette sia altoatesine e sia di altre regioni del Belpaese.

Manifestazioni

Nella valle per l’intero periodo estivo sono in programma varie manifestazioni culturali ed enogastronomiche. Dal teatro alle mostre, dai caratteristici mercati alle sagre di paese: in questo calendario delle manifestazioni ognuno può trovare quello che più gli interessa. Ad esempio tutti i giovedì di luglio, agosto e settembre, a partire dalle 16,30 è in programma una passeggiata guidata nell’orto delle erbe aromatiche del Maso Obermanting di Santa Maddalena con degustazione di speck.

Poi il 5 e 6 ottobre sempre a Santa Maddalena è in calendario la Festa dello speck altoatesino.  Il 20 ottobre a Tiso, a partire dalle 10, va in scena la Festa del Contadino una delle manifestazioni più tradizionale di tutto l’Alto Adige. In tale occasione  si possono imparare, o anche solo osservare, vecchi mestieri e attività: fare il pane, intrecciare cesti o cappelli, lavorare il feltro, intagliare il legno e modellare la terracotta. I  bambini sono affascinati dalla tosatura delle pecore. Durante la festa, al mercato contadino, si vendono prodotti freschi dei masi e si servono specialità contadine preparate sul posto. Nei vicoli del paese suonano gruppi e bande musicali. Un divertimento per tutti.

Dove dormire: Si consiglia l’Hotel Tyrol a Santa Maddalena un quattro stelle di proprietà della famiglia di Oswald Senoner ed oggi gestito dalla figlia Birgit assieme al marito Michael Eisendle.

Oggi questo hotel dopo una importante ristrutturazione, ecologica e sostenibile, è un autentico “Slow Living” nelle Dolomiti. Le stanze sono 30. Recentemente sono state rinnovate le 25 del lato sud. I lavori sono stati curati dall’architetto Thomas Fischnaller della Val di Funes. La corrente elettrica ed il teleriscaldamento sono forniti dalla locale Società Energie Villnöss. Le camere e suite, così come la facciata, si distinguono per le forme chiare e lo stile senza tempo. Gli arredi ariosi e la vista panoramica sulle Odle trasmettono un senso di leggerezza e benessere, mentre i materiali caldi come legno, lana, lino e vetro creano un ambiente ideale per trascorrere una vacanza di relax nel cuore delle Dolomiti.

Anche la cucina guidata dallo chef Gerd Kohlhaupt fonde la tradizione culinaria altoatesina con la leggerezza di quella mediterranea e la raffinatezza di quella italiana. Alla base di questo lavoro ci sono sempre ingredienti freschi e locali, quasi sempre biologici e, nel caso, provenienti anche dal commercio equo e solidale.

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