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“Il Veneto non si arrende” un progetto di marketing e promozione per le aziende venete di eccellenza

L’Agenzia Dragopress di Monselice (Pd) ha lanciato l’iniziativa per dare voce ai tanti imprenditori di questa terra che stanno lavorando per trasformare le difficoltà in opportunità

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 e le misure di contenimento e quarantena imposte per arginarne gli effetti, stanno ancora stravolgendo la nostra vita, cambiando radicalmente ritmi e abitudini quotidiane, ma soprattutto mettendo a dura prova l’intera economia nazionale. Il blocco ha interessato, in modo trasversale, quasi tutti i settori produttivi, ed in particolare le attività commerciali del Paese, dai ristoranti agli alberghi, dai trasporti ai campeggi, dai centri benessere ai luoghi di ritrovo conviviale quali cantine, bar, pub e discoteche.

Una situazione estremamente difficile e preoccupante, mai vissuta prima, di fronte alla quale tutti gli italiani e le imprese dell’intera Penisola hanno dovuto giocoforza adeguarsi. Le aziende stanno utilizzando questo periodo di chiusura obbligata per prepararsi nel migliore dei modi alla Fase 2 che sta per arrivare.

In particolare ciò sta avvenendo in Veneto dove tanti imprenditori approfittano di questa “sosta forzata” e di chiusura al pubblico per apportare migliorie ed innovazioni ai loro prodotti e servizi, innalzando ulteriormente il livello di eccellenza.

Al via il progetto “Il Veneto non si arrende”

Per dare voce e visibilità agli imprenditori del turismo e dell’enogastronomia che stanno “rimettendosi in gioco” per trasformare le grandi difficoltà di questo periodo in opportunità è nato il progetto “Il Veneto non si arrende”. Messo a punto da DragoPress, agenzia di marketing e comunicazione giornalistica di Monselice (Pd) si rivolge a tutti quegli imprenditori che credono alla ripartenza e vedono la fase post-coronavirus con spirito critico costruttivo e di crescita, considerando la ripresa come una nuova era, una nuova opportunità per ricominciare ancora più forti e competitivi di prima, facendo tesoro degli importanti valori dimenticati e riscoperti durante la quarantena.

Per accompagnare al meglio il rilancio delle attività produttive, DragoPress ha dato vita ad una squadra di professionisti che mettono gratuitamente le loro competenze a disposizione delle aziende venete per la ripartenza, convinti che la tutela del ricco patrimonio produttivo sia la chiave per tornare ad essere più forti e uniti di prima, sempre più conosciuti nel mondo per l’eccellenza “Made in Veneto”.

Oltre a Giulia Schiavon, ideatrice del progetto e collaboratrice esterna dell’agenzia Dragopress, hanno aderito da tutta la Regione all’invito del giornalista enogastronomico Maurizio Drago, titolare di DragoPress, Mariangela Bonaparte direttrice editoriale della testata LMFpress.it, Federica Pagliarone, giornalista (food&beverage, travel, wellness) e responsabile Ufficio Stampa aziendale, Antonino Merlo CEO della HQ Marketing – esperto in digital marketing e lead generation, web semantico e motori di ricerca; Nicola Grisot, grafico pubblicitario ed event organizer; Lorenzo Drago, videomaker e regista, esperto di videoproduzioni; Francesca Grisot, project manager, copy strategist e project writer per fondi europei diretti e strutturali. 

“In sintesi – racconta Maurizio Drago –  alle aziende che decidono di aderire al progetto, viene garantita  la pubblicazione di un video istituzionale sulla Landing Page creata appositamente sul sito web www.dragopress.it e si redigerà e si pubblicherà gratuitamente un redazionale inerente la storia dell’azienda, la mission, i valori, i punti di forza, i prodotti, con l’obiettivo di contribuire al rilancio del tessuto produttivo veneto, custode delle tradizioni più autentiche del territorio.

All’iniziativa hanno aderito varie aziende del settore turistico ed enogastronomico, tra cui il Molino Cosma di San Martino di Lupari (Pd), il Pastificio Pinton di Costabissara (Vi), la Cantina Terra Felice di Arquà Petrarca (Pd), l’Azienda vitivinicola Vigne al Colle di Rovolon (Pd) ed il Ristorante Autorimessa di Venezia. A questi si aggiungono altri due due ristoranti (La Montanella di Arquà Petrarca e Radici di Padova) che ci raccontano le iniziative che stanno mettendo a punto per trasformare le difficoltà in opportunità ed essere pronti al momento della riapertura al pubblico.

Andrea Valentinetti del ristorante Radici di Padova: partiamo determinati facendo “rete”

I ristoratori fanno parte di quelle categorie che stanno soffrendo maggiormente per questo periodo di sosta forzata.  Hanno   dovuto abbassare le serrande da un giorno all’altro, solo alcuni  sono aperti per la consegna a domicilio ma una cosa è certa .. .tanti sono stati i gesti di solidarietà provenienti da questo mondo, tanti i cuochi e il personale di cucina che si sono messi a promuovere iniziative solidali e  stanno  approfittando di questo periodo per migliorarsi progettando  nuovi  creativi piatti per menù pronti alla ripartenza.

E’ quello che sta facendo il noto chef padovano Andrea Valentinetti del Ristorante Radici, che racconta del suo lavoro che sta svolgendo insieme a Eleonora, Andrea e agli altri ragazzi dello staff.

Valentinetti punta a “fare rete” con i suoi colleghi ristoratori e mettersi a disposizione della clientela in un rapporto di apertura e di collaborazione per raggiungere risultati migliori nel campo della ristorazione. Il settore della ristorazione cambierà con il post-coronavirus. C’è bisogno di un colpo di reni per affrontare il “nuovo mondo” con tutte le regole imposte dalla sicurezza e dalla sanità.

“Abbiamo fatto questa scelta per migliorarci interiormente – sottolinea Valentinetti – per capire in questi due anni e mezzo cosa abbiamo fatto, cosa potremmo fare e quindi il miglioramento che potremmo portare. Proporremo dei nuovi menù, molto diversi da quelli che avete trovato fino ad ora da Radici”.  

“Mi auguro che tutti insieme – continua lo chef – possiamo ripartire molto più forti, come categoria della ristorazione. Noi ristoratori, dobbiamo essere uniti e condividere le scelte e fare “rete” .  E’ importante dare un segnale di unità alla ripresa, di essere allineati su tantissimi concetti….anche se il momento è drammatico c’è tanta positività da poter prendere e tanta positività per affrontare questo momento, uniti ce la faremo..”

Quella di Valentinetti è un’altra bella “storia” di eccellenza veneta che non si arrende, che guarda avanti con fiducia e positività per ripartire meglio di prima. “Il nostro progetto punta sui prodotti e sulla cucina di territorio che possano parlare della nostra terra,  su idee che parlino del nostro passato e del nostro presente e che poi, tramite le nostre conoscenze, facciano parlare del futuro”.

Il ristorante La Montanella di Arquà Petrarca condivide il progetto per  ripartire al meglio

La crisi del settore del turismo a causa del coronavirus è globale.  Anche  Arquà Petrarca, uno dei borghi più belli d’Italia, nei Colli Euganei, ne risente pesantemente. In questi giorni di primavera i padovani e non solo si riversavano nei Colli Euganei fermandosi a degustare nei ristoranti e nelle trattorie tipiche del territorio.

Purtroppo ora è tutto chiuso e anche uno dei ristoranti storici e prestigiosi dei Colli Euganei subisce questo contraccolpo. La Montanella, guidata dalla famiglia Borin,  che da pochi giorni ha raggiunto il traguardo dei primi 60 anni di attività, deve attendere l’apertura come tutti gli altri.  In questo periodo di forzata inattività non si sono persi d’animo, non conoscono il verbo “arrendersi”, si sono rimboccati ancora di più le maniche, stanno curando ogni particolare, preparandosi per ripartire nel migliore dei modi.

“Dobbiamo tornare al lavoro migliorati, ancor più efficienti ed operativi di prima – dice Francesca Borin  – ovviamente con tutte le misure  di sicurezza e sanitarie  che prevedono  la distanza di almeno un metro da un commensale all’altro”.  

La famiglia Borin, con il suo “patron” Giorgio  possiede a Monticelli, una frazione di Monselice, anche un’azienda agricola da cui si serve per avere le primizie a km zero: quale miglior occasione per  degustare tutto questo?

Tra ricette antiche e raccolta delle erbette, la famiglia Borin ha degli appuntamenti fissi via skype con lo chef ed il suo team di cucina, per ragionare insieme  sui nuovi piatti e il nuovo menù in vista anche del cambio stagione. Altro appuntamento di confronto tra la proprietà è stato quello con lo staff di sala, sia fisso sia a chiamata, dati i numerosi eventi privati che si tengono al ristorante, per capire punti di forza  e di debolezza dell’organizzazione interna.

Il momento è sicuramente difficile – conclude Drago – e per superarlo diventa indispensabile non solo adottare una comunicazione vincente, ma anche fare networking, creare eventi, degustazioni, turismo esperienziale per vincere la paura. A tale proposito, risulterà poi determinante poter accedere ai fondi strutturali annunciati dall’Europa per sostenere la ripresa”.

Per info o per aderire al progetto: https://dragopress.it/eccellenze-venete.

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