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Gastrite: quale dieta in quarantena

Alcuni consigli della dietologa Gaia Gagliardi per mangiare meglio e migliorare in tal modo  la sintomatologia da reflusso gastroesofageo attraverso l’alimentazione

Dottoressa, soffro di gastrite!  In questo periodo di emergenza sanitaria causata dal Covid-19, è d’obbligo rimanere tra le mura domestiche il più possibile. Una delle domande più ricorrenti che gli specialisti della nutrizione si sentono fare è “Come faccio a gestire al meglio l’alimentazione dato che passo molto tempo a casa”. Infatti fra i rischi del “confinamento” in casa c’è ovviamente anche quello di “mangiare male”, di abbondare con i cibi e soprattutto con “pasticci alimentari” e spesso con alcolici…per consolarsi e passare il tempo.

Gaia Gagliardi, dietologa del  Centro Medico Unisalus (www.centromedicounisalus.it) di Milano, fornisce utili consigli ed accorgimenti da seguire durante il periodo di quarantena, per mangiare meglio e migliorare la sintomatologia da reflusso gastroesofageo attraverso l’alimentazione. Consigli di carattere generale  che possono essere seguiti anche nel dopo, quando si potrà tornare alla propria quotidianità. Anche perché in questi ultimi anni gastrite, ernia jatale, reflusso gastrico, rigurgito dopo i pasti sono disturbi comuni nella popolazione generale e, purtroppo, sempre più frequenti anche nelle fasce più giovani.

Le Cause. Il reflusso gastroesofageo può essere causato da molteplici problematiche tra cui quelle anatomiche, il sovrappeso e l’ernia iatale. Può influire anche il mangiare in fretta, voracemente o in modo disordinato con pasti abbondanti, o consumare alimenti troppo conditi e ricchi di spezie, bere alcolici e caffè. Altre cause possono essere situazioni di stress e ansia. La sintomatologia è varia, tanto che si parla anche di sintomi extra esofagei che nascondono in realtà la sintomatologia da reflusso gastroesofageo, come mal d’orecchi, voce rauca e tosse.

I Rimedi. Modificando lo stile di vita e di conseguenza l’alimentazione si può migliorare la sintomatologia e in alcuni casi eliminarla completamente. È fondamentale mantenere un peso corporeo nella norma, in quanto il sovrappeso e in particolar modo l’obesità addominale anche definita “a mela”, causano un aumento della pressione intra addominale che può determinare con più facilità una risalita del contenuto gastrico in esofago generando così la sintomatologia. Il fumo di sigaretta, irritando la mucosa gastrica, può peggiorare la sintomatologia.

Alcune semplici regole. Prima di parlare degli alimenti, è bene ricordare semplici regole molto utili per chi ha problematiche di reflusso. Innanzitutto non indossare indumenti che stringono lo stomaco o eccessivamente l’addome, poi evitare di consumare il pasto frettolosamente o in piedi ma masticare con calma il boccone poiché la prima digestione avviene in bocca. La fretta nel consumare il pasto è tipica dell’adulto, preso dalla frenesia del lavoro o dalla fame dopo tante ore di digiuno. Una metodica molto utile per evitare di mangiare velocemente è impugnare la forchetta con la mano non dominante. Infine non bisogna coricarsi subito dopo aver consumato il pasto ma, se possibile, rimanere in posizione seduta per approfittare della convivialità del pasto o eventualmente in piedi, magari per sistemare la cucina, facendo così  qualche passo.

L’Alimentazione. Per quanto riguarda l’alimentazione, è importante sottolineare il fatto che la sintomatologia associata a determinati cibi è soggettiva, motivo per cui è importante fare un percorso e un piano dietetico personalizzato che tenga conto di queste variabili. Per riconoscere gli alimenti “trigger” (cioè quelli che scatenano reazioni negative in una persona), può essere utile compilare un diario alimentare in cui vengono scritti gli episodi di reflusso e l’intensità.

In generale, ci sono alimenti che è bene limitare o comunque evitare nelle fasi acute, che si elencano di seguito.

Saranno da evitare:  i cibi fritti,  le carni rosse e grasse,  gli insaccati,  i formaggi stagionati come pecorino (solitamente è ben tollerato il grana ed è soggettivo per yogurt e latte. Il latte può essere ben tollerato al momento ma causare sintomatologia dopo qualche ora, specialmente se associato al caffè), cioccolata, cacao, menta, spezie e agrumi, caffè, e alcolici e superalcolici, bevande gassate e zuccherate (al posto del caffè un’ottima alternativa è l’orzo solubile), salse e sughi pronti, prodotti dolciari industriali: meglio dolci fatti in casa poco elaborati come banana bread o dolce di mele,  cibi grassi (formaggi, brodo di carne) che rallentano la digestione, carni grasse (preferire carne bianca magra con cotture semplici, anche bollite). Anche per la verdura, valutare la tollerabilità, evitare pomodori e preferire verdura poco fibrosa con cotture semplici come zucchine, melanzane, carote, cuore di finocchio e carciofo, zucca. L’insalata, non sempre viene ben tollerata, preferire gentilina, valeriana, lattughino che sono più digeribili o scarola, ma preferirla cotta.

Altri consigli importanti sono quelli di non consumare pasti abbondanti ma introdurre gli spuntini, che essendo pasti accessori, spesso si tiene ad eliminare.In questo caso, possono rivelarsi utili, in particolar modo per introdurre la frutta che a fine pasto non è tollerata.

In più, evitare di consumare bevande troppo calde o troppo fredde. Tisane come malva, camomilla, melissa, finocchio possono migliorare la sintomatologia, se bevute tiepide.

Inoltre cibi, definiti tampone, come banana, pane tostato, riso, grana, legumi decorticarti, verdure poco fibrose e carne bianca con cotture semplici, possono aiutare a ridurre e sollevare il bruciore di stomaco.

Da ultimo un consiglio riportato anche nel sito di Unisalus: non mangiare per noia, ma  trovare delle attività alternative per passare il tempo in casa. Ad esempio leggere un libro, dedicarsi ad attività che si rimandavano da tempo, guardarsi un film, imparare una nuova lingua e per tenersi in forma si possono fare degli esercizi a casa ed utilizzare la cyclette.

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