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Sars-CoV-2: “Mio figlio deve la vita al Prof. Giulio Tarro”

SAN GIORGIO A CREMANO – Novembre 2020. Il Covid-19 è al massimo della sua potenza. Colpisce e falcia persone di ogni età, in tutto il mondo. Dilaga a San Giorgio a Cremano, Comune della città Metropolitana di Napoli dove risiede Biagio Esposito, 36 anni, guarito dalla gravissima infezione polmonare grazie alle terapie somministrate, nell’immediato, dal Prof. Giulio Tarro, Virologo di fama internazionale, candidato al Premio Nobel nel 2015.

Siamo in autunno inoltrato, ma in quell’area d’Italia il clima permette di trascorrere serate all’aperto. Biagio organizza una cena con amici sul terrazzo della sua abitazione. Ad un certo punto rientra e dice alla mamma Adele Sansò di “avere un po’ freddo. Il mio carattere apprensivo – racconta la donna – mi allerta e misuro, subito, la temperatura corporea. Il termometro si ferma su 37,2 gradi. Non è grave, ma mi preoccupa. Il giorno successivo Biagio fa un tampone. In attesa dell’esito – sottolinea la mamma – ripensa alla telefonata di un altro amico che gli ricorda di quella serata trascorsa in una sala giochi con un amico risultato positivo al Covid. Ma, anche il tampone di mio figlio risulta positivo”.

San Giorgio a Cremano, via Savoia

Adele Sansò non perde tempo. Telefona, in tempo zero, al Prof. Tarro, Direttore emerito del reparto di Virologia dell’Ospedale Cotugno, di Napoli, amico di famiglia da trent’anni. “Conoscendo il mio carattere ansioso, arriva in pochi minuti e prescrive una serie di farmaci da assumere a livello quotidiano”.

Terapie che, in quel periodo, si rivelano molto efficaci se somministrate con massima tempestività. Il Plaquenil, in particolare, associato all’antibiotico Zitromax, si dimostra risolutivo, in molti casi. All’epoca, non erano ancora stati considerati gli anticorpi monoclonali rivelatisi, da poco tempo, i veri ‘killer’ contro la malattia polmonare.

Prof. Giulio Tarro

Il giorno dopo, Biagio combatte con una febbre salita a 39 gradi, acuita da una forte emicrania, respiro affannoso, dolori insopportabili in tutto il corpo, perdita di gusto e olfatto, tosse convulsa.

“I farmaci e le vitamine prescritte dal Professore danno il risultato atteso in pochi giorni – dice la mamma di Biagio Esposito -. Grazie alla elevatissima competenza dell’amico Giulio, ho potuto curare a casa mio figlio, senza problemi di effetti collaterali perchè il grande Virologo gli ha prescritto anche l’Eparina, per evitare trombo embolie”.

Nel giro di pochi giorni, il giovane ritrova il sorriso, ricomincia a mangiare, a comunicare, a risentire le forze annientate dalla malattia. “In aggiunta alle terapie – sorride Adele Sansò – ho dato a Biagio anche qualche decotto tramandato dalle generazioni dei nonni. Male non fanno. Anzi. Lo dimostra la saggezza popolare”.

Racconta questa esperienza con la gioia di chi l’ha superata nel migliore dei modi. Ed è lei a divulgare queste informazioni, in quanto il figlio, dopo la guarigione, ha ricominciato a lavorare, in trasferta nell’America Latina. E’ felice mamma Adele. Suo figlio ha superato una tragedia che, al contrario, è stata la causa di morte del fratello.

E’ stato trascurato dal medico di famiglia che abbiamo denunciato – sottolinea -. Quando lo abbiamo ricoverato all’ospedale ‘Moscati’, di Avellino, era, ormai, in condizioni gravissime, con una broncopolmonite. E’ stato intubato, ma è mancato due giorni dopo”, dice Adele Sansò.

Il Virologo Tarro ricorda come il Plaquenil sia stato somministrato a 67 mila italiani, prima della comparsa del Covid, affetti da artrite reumatoide. E, soprattutto, tiene a puntualizzare un ‘capitolo’ inquietante di questa tragica pandemia: “L’Eparina è stata sottovalutata, a livelli inconcepibili. Al punto che, la Lombardia è risultata la prima Regione, in campo nazionale, con il 51% di decessi per probabile trombo embolia causata da Covid. Persone che avrebbero potuto essere salvate se fossero state curate anche con la somministrazione di questo farmaco”.

Quando ha visitato Biagio Esposito non ha pensato ad una semplice influenza; lo imponeva il periodo, ‘marchiato a fuoco’ dall’epidemia da Covid-19. “A Novembre, mese della seconda ondata, la letalità è stata sei/sette volte superiore alla media mondiale. L’infezione polmonare era la patologia con maggiore incidenza. Ma – scandisce il Professor Tarro – era anche il periodo in cui il Ministero della Salute caldeggiava l’utilizzo della Tachipirina, come primo contrasto all’innalzamento della temperatura corporea. Un errore madornale che ha provocato molte vittime“.

Conclude con un monito: “Diagnosi precoce e terapia precocissima sono un binomio vincente nel 99 per cento dei casi”.

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