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‘Io mi vaccino, Io ti proteggo’, slogan della campagna di vaccinazione di massa, in Valle d’Aosta

AOSTA -Autorità regionali, istituzionali e sanitarie hanno presentato, oggi, 26 febbraio, la campagna di vaccinazione di massa rivolta ai cittadini della Valle d’Aosta.

Campagna, che comporterà un esborso di 103 mila euro, da parte della Regione, fondata sullo slogan ‘Io mi vaccino, Io ti proteggo’. Una sorta di ‘mantra’ veicolato, anche in francese e in patois, da cittadini residenti, di molteplici settori sociali, per sensibilizzare la popolazione ad aderire ad una profilassi ritenuta l’unica, fino ad oggi, indispensabile per debellare la pandemia da Sars-CoV-2.

vaccino anti Covid-19

Relatori di questa operazione sanitaria promozionale il presidente del governo regionale Erik Lavevaz, Maurizio Castelli, direttore sanitario dell’Usl, Roberto Barmasse, assessore regionale alla Sanità, Angelo Michele Pescarmona, Direttore generale dell’azienda Usl, Christine Rollandin, rappresentante regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina generale, Lorenzo Noto, Direttore SC Sistemi Informatici dell’Usl e il consulente di comunicazione Bruno Baratti.

L’obiettivo prioritario di questa pubblicizzazione vaccinale pone al centro una somministrazione di massa mirata a raggiungere una pressoché totale immunità nella popolazione.

I medici di famiglia offriranno il loro contributo nel somministrare la profilassi ai loro pazienti, scelti, in una percentuale del 15% nella fascia di età compresa tra i 18 e i 55 anni.

Il vaccino è fornito dallo Stato italiano; nessun esborso, quindi, a carico dell’azienda sanitaria. I medici agiscono a loro discrezione, ma, in base a quanto emerso nella conferenza stampa, la tariffa oscilla da zero a sessanta euro ad ogni somministrazione.

Questa campagna di prevenzione primaria non obbliga nessuno. “Il nostro scopo è preventivo, rivolto al maggior numero di persone possibile, per sconfiggere questa grave malattia”, la dichiarazione di Maurizio Castelli, sostenuto da Roberto Barmasse: “Chi non si vaccina, si assume il rischio ammalarsi. Noi rispettiamo, ma non condividiamo”.

Eloquente messaggio rivolto ai ‘No Vax’, instancabili nel diffondere una sorta di ‘terrorismo vaccinale’ non sempre basato su informazioni corrette e aggiornate.

Un vaccino con tanto di somministrazione a domicilio per chi è impossibilitato a recarsi nei Centri vaccinali e garantito dalle numerose risorse umane offerte dall’azienda sanitaria.

Per gli operatori sanitari sono previsti screening e, stando a quanto ha anticipato Lorenzo Noto, “contattiamo le persone più fragili anche tramite mail. Un contatto in maniera proattiva”.

L’esperienza maturata in altri Stati del mondo può diventare un prezioso suggerimento per affinare le modalità di somministrazione. Come ha sottolineato l’assessore Barmasse: “L’esperienza maturata in Israele e in Inghilterra nei confronti dei soggetti che hanno già contratto il virus indica l’utilità di un’unica dose per non esporli al rischio di riammalarsi”.

E in aiuto del personale arriva l’assistente virtuale che, tramite telefono, chiederà ai diretti interessati il codice fiscale e le ultime cinque cifre della tessera sanitaria. Un’assistente con intelligenza artificiale, utilizzato anche nelle campagne di screening.

S.L.

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