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Green Pass: previsto anche per badanti, colf e baby sitter

AOSTA – Il 15 ottobre si rileva una data cruciale anche per i lavoratori domestici, la nuova categoria per cui è previsto l‘obbligo di dotarsi del Green Pass.

Una stima nazionale ha appurato come fra i circa 2 milioni di persone che prestano lavoro a domicilio, almeno un quarto potrebbe non essere ancora vaccinato.

Secondo l’Associazione Sindacale dei Datori di Lavoro Domestico il numero di lavoratori del settore privo di profilassi anti Covid sfiora il milione. Sono, comunque, moltissime le maestranze della categoria che devono ancora regolarizzare la loro posizione vaccinale.

L’Associazione ha chiesto al Governo di agevolare l’accesso alla vaccinazione per questi dipendenti di cui non è sempre immediata la reperibilità del numero. Una facilitazione indispensabile per, poi, introdurre il Green Pass.

Le stime di Assindatcolf evidenziano un 30% di questi lavoratori non ancora immunizzati. Molti provengono da Paesi dove le somministrazioni vaccinali sono inferiori alla media italiana. Altri, inoltre, si sono vaccinati con lo ‘Sputnik’, profilassi russa non riconosciuta in Italia e, quindi, non valida. Non mancano, poi, quei lavoratori domestici contrari ad immunizzarsi contro l’infezione da Sars-CoV-2 per una questione culturale.

Ma il 15 ottobre non è così lontano e, in assenza di profilassi, il rischio di sospensione dal lavoro è molto vicino. E’ auspicabile che la sollecitazione parta dai datori di lavoro, unita ad un’efficace opera di convincimento, nel caso venga manifestata una certa ritrosia.

Molti NO Vax irriducibili dovrebbero guardare il video che sta spopolando sul web in cui testimonia la sua odissea nell’inferno del Covid un No Vax pentito, Vincenzo, ricoverato nel reparto di Infettivologia dell’ospedale San Martino, di Genova.

Vaccinatevi. Non fate come me. Il Covid è bruttissimo. Sono pentito. Si sta molto male. Si rischia di morire. Vaccinatevi”. Lo affianca Matteo Bassetti, Infettivologo, Primario della Struttura, che incoraggia il paziente, rassicurandolo sulle sue condizioni di salute. “Avete sentito? chiede, rivolgendosi al pubblico -. Vincenzo sta meglio. Ma ci vorrà ancora del tempo per la ripresa. Speriamo che la sua testimonianza convinca chi ancora non crede nella validità del vaccino”.

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