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Covid, d.ssa Magnani: “La variante brasiliana? Più diffusiva e più contagiosa”

AOSTA – “L’ospedale ‘Parini’ non ha la strumentazione per elaborare il genoma del virus e non può evidenziare la presenza di una qualsiasi variante del Sars-CoV-2. Ma, nel caso in cui avessimo un sospetto clinico, avvieremmo, nell’immediato, i campioni all’Istituto Zooprofilattico, di Torino“.

Silvia Magnani, Infettivologa della Struttura Semplice di Infettivologia del nosocomio regionale di Viale Ginevra, descrive le peculiarità della variante Covid brasiliana: “Parliamo di un virus con una diffusione più elevata e con maggiore possibilità di contagio”.

Specifica i dettagli di questa variante, una delle quattromila scoperta, ad oggi, dagli scienziati, nel mondo: “Le cause dell’elevata contagiosità sono da attribuire alla piccola variazione del materiale genetico che favorisce la trasmissione oppure permette di eludere l’opposizione degli anticorpi. In pratica, apre la porta all’infezione da coronavirus”.

variante brasiliana del Sars-Cov-2

La variante brasiliana del Covid è stata isolata su viaggiatori di ritorno dall’Amazzonia ed è già stata individuata in Giappone, Stati Uniti, Germania, Isole Faroe.

Nell’anamnesi di ogni paziente che si presenta al ‘Parini’ viene chiesto, in primis, se proviene da un viaggio all’estero. In caso affermativo, si procede con un campionamento e con analisi che vengono, poi, inviate all’Istituto Superiore di Sanità.

La terapia delle ‘varianti’ – riprende la dottoressa Magnani – non è mirata, ma classica“. Tiene a sottolineare un aspetto inquietante della quotidianità professionale dei medici della Struttura di Infettivologia: “Troppe volte – dichiara – vediamo patologie in stato avanzato. Pazienti con sintomi evidenti da giorni e, purtroppo, i farmaci che potrebbero dare ottimi riscontri, vengono somministrati in ritardo”.

La tempestività di intervento è fondamentale. La somministrazione del farmaco Remdesivir deve avvenire entro i primi dieci giorni; il plasma iperimmune entro i primi cinque e gli anticorpi monoclonali entro i primi 10 giorni.

Sono difficoltà a cui andiamo incontro molto sovente. Auspichiamo – puntualizza l’Infettivologa – un potenziamento delle risorse infettivologiche. Da tempo, la nostra attività si basa su tre medici soltanto. Sollecitiamo una maggiore opportunità di trattare anche a domicilio con la somministrazione di farmaci ospedalieri, nel momento giusto”.

Rassicura i cittadini: “Le varianti non ci preoccupano-. L’importante è non sottovalutare l’importanza dell’uso delle protezioni individuali”, raccomanda Silvia Magnani, dettagliando le peculiarità di questa polmonite interstiziale: “La gravità del virus deriva dall’interazione con l’ospite, con le sue malattie pregresse e con la reazione del sistema immunitario”.

Ribadisce come sia essenziale la tempistica di intervento e sottolinea, con grande ottimismo: “Dal coronavirus ne usciremo. La vaccinazione di massa è fondamentale. Molto importante è anche avere una maggiore fiducia nell’adesione ai programmi di controllo della diffusione dell’infezione. I vaccini sono indispensabili”, ripete la dottoressa Silvia Magnani. Che conclude: “Sono orgogliosa di lavorare nel sistema sanitario valdostano e sono una convinta sostenitrice della Sanità pubblica che, in questo anno così drammatico, non ha lasciato indietro nessuno”.

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