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Covid-19, ‘gattare’: “Abbiamo il permesso di accudire le ‘colonie’ feline

AOSTA – Non manca il nutrimento alle numerose’ colonie’ di gatti, in Valle d’Aosta. Le famose ‘gattare’ o assistenti di colonia’, come sono state denominate all’inizio del Terzo millennio, hanno la possibilità di prendersi cura delle loro colonie senza problemi di denunce per ‘evasione’ dal proprio domicilio, come sancisce il DCPM.

Compiliamo un foglio su cui scriviamo la nostra identità e il luogo dove si è formata la colonia che assistiamo – spiega Ebe Praduroux, ‘gattara’ di Busseyaz -. Siamo molto preoccupate della sospensione delle sterilizzazioni delle femmine decisa dal Celva. Fino a nuovo ordine ministeriale”.

Il problema è amplificato dall’imminente arrivo della primavera, periodo in cui le gravidanze delle gatte sono molto numerose. “La sterilizzazione è una delle emergenze più avvertite – puntualizza -. Dove accogliamo le decine di piccoli? Ogni gatta partorisce una medie di cinque/sei gattini. Non sappiamo come comportarci”.

Contesta l’esplosione del randagismo felino in Valle d’Aosta e l’indifferenza dei sindaci, figure competenti per questa problematica sociale. Un’invasione di gatti selvatici potrebbe determinare una situazione igienico-sanitaria ai limiti in un momento drammatico come quello che si sta vivendo.

Un’emergenza nell’emergenza – rimarca Ebe Praduroux -. Molti sindaci ignorano questa delicata situazione. Ignorano, soprattutto, la quantità di gatti esistente sul loro territorio”. Descrive uno dei tanti esempi: “Alcuni operai di un cantiere aperto al Villair di Quart hanno scoperto una colonia di gatti di cui il sindaco ignora l’esistenza. Nel gruppo, ci sono animali malati che hanno bisogno di cure, ma noi come facciamo?”

Porta un altro esempio con tanto di indirizzo: “In regione Tzambarlet, da anni, c’è un pizzaiolo che si preoccupa di nutrire una colonia. Adesso, con la chiusura di tutte le attività commerciali, i gatti sono allo sbando. Dobbiamo pensarci noi. Ma non è così immediato. Ognuna di noi ha molte altre colonie di cui occuparsi”.

La richiesta, più che comprensibile, di aprire, in via temporanea, il gattile, in regione Croix Noire, è caduta nel vuoto. “Fra poco tempo, sarà un vero disastro”, si preoccupa Ebe Praduroux.

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