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Caritas: una giovane donna alla guida del magazzino, in regione Tzamberlet

AOSTA – Cristina Danna, 30 anni, una laurea in sociologia, delegata al coordinamento dell’attività del magazzino, di regione Tzamberlet. E’ la prima donna a cui è stato assegnato questo incarico, dopo oltre vent’anni di conduzione, al maschile, della struttura. L’ormai, molto conosciuta, palazzina dove la vendita di abbigliamento e accessori, casalinghi, mobilio, giocattoli e libri esaudisce le aspettative di una clientela eterogenea.

Cristina Danna

Una svolta, un cambiamento allineato al nuovo ‘volto’ sociale impresso dalla drammatica pandemia. Una socialità improntata ad una maggiore accoglienza, ad un sostegno più coinvolgente, ingentilito da questa donna la cui vita è, da sempre, rivolta agli Altri.

Un’esistenza che le ha permesso di ‘abbracciare’ il mondo. Dieci anni in Italia, cinque in Brasile, dodici in Bolivia, un anno in Mozambico, uno in Nuova Zelanda, uno in Belgio, sette mesi in Egitto e, poi, il rientro nella natia Italia.

Esperienze arricchenti, gratificanti, di fondamentale importanza per interiorizzare le vere peculiarità delle molteplici etnie. La cultura di una quotidianità con lo sguardo rivolto all’altro meno fortunato, ha instaurato in Cristina Danna quella ‘forma mentis’ indispensabile per un confronto continuo con chi lotta contro un Destino non sempre complice.

In Mozambico ero impegnata in un campo di rifugiati – esordisce – e nella gestione di piccole aziende del luogo. In Bolivia, con i carcerati. Istituti penitenziari paragonabili ad una piccola società, dove le donne detenute possono lasciare i loro piccoli all’asilo. C’è anche una sorta di sala da pranzo in cui i detenuti possono mangiare a prezzi contenuti“.

Una responsabilità sociale che, nel 2015, si trasforma in garanzia istituzionale con l’incarico di coordinare, all’interno del Padiglione dell’Expo, le visite dei rappresentanti dei vari Paesi.

“A Taormina – riprende Cristina Danna – ho collaborato con il G7. In Valle d’Aosta sono arrivata due anni fa. Un lavoro nella Cooperativa Trait d’Union per un progetto riservato ai senzatetto”.

Che dire di questa giovane rappresentante del ‘pianeta in rosa’ a cui la vita ha riservato anni scanditi da una conoscenza, a 360 gradi, delle usanze, dei costumi, delle debolezze, delle aspirazioni dei popoli. Di persone diverse, ma considerate uguali, nella loro essenza, da chi, come lei, ha avuto il privilegio di vivere il loro giornaliero, assimilandone ogni dettaglio.

L’arrivo in Caritas completa e contribuisce ad amplificare l’enorme bagaglio di esperienze. “Sono entusiasta e incentivata a conoscere questa nuova ‘storia’ per avviare una collaborazione così interessante”, dichiara questa ‘amica’ degli altri. Che si dichiara stimolata dall’opportunità di “affinare le lingue. L’arabo, in particolare. Ho molte speranze. Mi galvanizza l’idea di riprendere il confronto con i cittadini del Mondo”, il commiato di Cristina Danna.

In questo ‘ventaglio’ cosmico è arrivato, il 12 ottobre del 2015, Diego Bajocco in qualità di coordinatore. Un compito a cui si è dedicato con massima semplicità e, soprattutto, responsabilità. Prerogative già ampiamente sperimentate nel suo ampio curriculum contrassegnato dal sociale, dopo la laurea in Scienze Politiche.

Tredici anni al servizio migranti nella Cooperativa ‘La Sorgentee patronato Inca, della Cgil, dove mi sono occupato delle pratiche di soggiorno dei cittadini stranieri“, ricorda. Non solo. Il suo è un susseguirsi di contatti con ambienti in cui si vive l’arcobaleno delle necessità, delle urgenze e della condivisione. I centri estivi per disabili, dell’Ansed, l’attività di educatore nella Cooperativa ‘Noi e gli Altri’ e il confronto con gli adolescenti lo hanno forgiato a sufficienza per svolgere, con competenza e affabilità, il non sempre agevole compito di coordinatore del magazzino.

Lascia l’incarico per intraprendere tutt’altra strada, in un’altra sfera che, in ogni caso, ha sempre attinenze con l’ambito socio-amministrativo.

E’ stata un’altra esperienza fantastica, – assicura l’ormai ex riferimento del magazzino – grz, soprattutto, alla fiducia dimostrata dai ‘vertici’ della Fondazione e alla collaborazione dei volontari, sempre disponibili ad accettare le novità”.

Tiene a sottolineare l’aspetto prioritario dello storico magazzino, definendolo “un ‘carrefour’ di esperienze diverse, dove il ‘potere’ ha il volto della cooperazione fra tutti. Un’esperienza incredibile”, ribadisce, confessando: “Lascio questa attività a malincuore, ma rincuorato che chi mi sostituisce dimostra grande sensibilità ed esperienza per portare avanti questo progetto”, la chiosa conclusiva di Diego Bajocco.

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