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E’ Aminetou Ely la ‘Donna dell’Anno 2019’

Le è stato consegnato, ieri sera, nel corso della cerimonia organizzata dal Consiglio Valle al teatro Splendor, di Aosta. La donna proviene dalla Mauritania ed è attivista contro le violenze domestiche, sessuali, oltre ad essere la fondatrice dell’Associazione Donne Capi Famiglia. Riconoscimenti sono stati consegnati anche a Cacilda Massango e a Francesca Faedi

AOSTA . Aminetou Ely, proveniente dalla Mauritania, è stata proclamata ‘Donna dell’Anno 2019′. Costretta dalla famiglia a sposarsi a 13 anni,combatte per sostenere i diritti delle donne e, soprattutto, contro i matrimoni delle bambine. Lotta contro il razzismo, la schiavitù  e per favorire l’accesso delle donne al livello decisionale del suo Paese. Aminetou, a cui sono stati consegnati i 20 mila euro del Premio, istituito 21 anni fa dal Consiglio Valle, è anche la fondatrice dell’Associazione Donne Capi Famiglia.
  Ha primeggiato sulle altre due donne resilienti scelte dalla giuria del Premio: Cacilda Massango e Francesca Faedi.
  Cacilda, 
nata in Mozambico, dopo aver scoperto di essere sieropositiva, è diventata attivista di ‘Eu DREAM’, nel suo Paese, Movimento costituito per difendere il diritto alla salute delle donne e l’accesso gratuito alla terapia per i malati di Aids.
  
L’astrofisica Francesca Faedi, marchigiana, ha concentrato i suoi studi nella ricerca di pianeti extrasolari, contribuendo a rivoluzionare la ricerca scientifica, basata, in un primo tempo, solo sulle osservazioni del sistema solare. La sua esplorazione spaziale, ha facilitato la scoperta di pianeti diventati obiettivi scelti, in assoluto, per studi atmosferici esterni e per l’osservazione di pianeti minori.
 
 Il Premio Soroptimist International Club è stato attribuito, alcuni giorni fa, a Elisabetta Iannelli, avvocato e vice presidente dell’AIMaC l’Associazione Italiana Malati di cancro, parenti e amici. La sua vita è stata segnata da questa patologia all’età di 25 anni. Grazie alle terapie e alla sua determinazione è riuscita a sconfiggerla. Una vittoria incentivante al punto da portarla a impegnarsi nel volontariato verso i disabili e, dagli Anni Novanta, a dedicare il suo tempo a miglioratre la qualità di vita dei malati oncologici e lo sviluppo della ricerca.

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