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Portaci ancora in orbita Major Tom!

Undici giorni prima dell’allunaggio americano del luglio 1969, esce in tutti i negozi di dischi un brano che resterà per sempre nella storia del rock-pop. Un giovane musicista si trova in un momento particolare della sua vita artistica e creativa. Negli ultimi mesi è andato per ben due volte al cinema a vedere lo stesso film da poco uscito nelle sale. E’ letteralmente rimasto folgorato dalla pellicola e da quel profondo senso di estraniazione che lo pervade.

“Ero fuori di testa quando sono andato a vederlo più volte – dichiarerà -. E’ stata davvero una rivelazione, rappresentava perfettamente il senso di isolamento che stavo provando in quel momento della mia vita”.

Il regista in questione è Stanley Kubrick, il film “2001:odissea nello spazio” il musicista, David Bowie e la canzone che compone nella propria mente e che inciderà il 20 giugno del 1969 è niente di meno che “Space Oddity“.

Nel buio del Casino Cinerama di Londra, il musicista appena ventunenne venne rapito da quella iconica immagine della capsula spaziale fluttuante nel vuoto cosmico.

“Quando ho scritto del maggiore Tom, – dichiarò Bowie – pensavo di sapere tutto del sogno americano. C’era la grande esplosione del know-how tecnologico che spinse questo ragazzo nello spazio, ma una volta arrivato lì non si ritrovò del tutto sicuro dei motivi che lo avevano spinto fin lì. Ed è lì che ho voluto lasciarlo”.

Cover dell’album (1969)

Dire che siamo un po’ tutti nella condizione del Major Tom è un po’ troppo facile. Fluttuanti nel nostro spazio di isolamento, lontano dalla terra e lontano dai nostri simili. Ma un certo senso di estraniazione che ci ha pervaso dalla pandemia in poi questo, non si può di certo negare: una mancanza di orizzonte, e l’orizzonte, insieme alle stelle, permette ai naviganti di orientarsi.

Siamo alla vigilia di un nuovo allunaggio. Esattamente dopo 53 anni, il razzo Artemis I sta conducendo prove di avvicinamento al misterioso ed affascinante satellite che illumina le nostre notti. Ed esattamente come allora, molti giovani e meno giovani percepiscono tutti il peso dello splendido isolamento in cui siamo sprofondati, tra eventi imprevedibili, mondi virtuali e relazioni smaterializzate.

Locandina del film

C’è una buona notizia, però! A volte perdere contatto con la torre di controllo non è poi così male, può trasformarsi infatti nella più incredibile delle opportunità esistenziali. Lasciarsi andare nello spazio profondo, abbandonarsi a passeggiate fluttuanti tra stelle, galassie e pianeti (metaforicamente parlando) potrebbe farci riassaporare quel piacere creativo e quella pulsione vitale che troppe volte il sistema vuol farci percepire come minacciosa per renderci fragili, timorosi e ubbidienti.

Allora si, partiamo. Portaci con te… portaci ancora in orbita Major Tom!

p.s. La canzone si inserisce perfettamente tra i brani della colonna sonora del film di e con Ben Stiller “La vita segreta di Walter Mitty”… (da vedere)

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