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Voto subito, cresce il partito del ‘no’

Un partito del ‘no’ per arginare la voglia di urne di Matteo Salvini. A rompere gli argini nella giornata di ieri è stato Beppe Grillo, sceso nuovamente in campo dopo aver scelto le retrovie Cinquestelle per un appello lanciato alle forze politiche sul Blog: “Altro che elezioni, salviamo il Paese”, la proposta del fondatore pentastellato che, promette, si “eleverà” per salvare l’Italia “dai nuovi barbari”. D’altra parte, ha spiegato, “non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che è soltanto un’illusione”. Un appello accolto (e rilanciato) con entusiasmo dal capo politico Cinquestelle Luigi Di Maio, che ieri su Facebook commentava: “Beppe è con noi ed è sempre stato con noi! Il vero cambiamento è il taglio dei parlamentari. Le vere elezioni si fanno con 345 poltrone in meno. Serve cambiare. E subito!”.

Ma non è tutto. Prima dalle pagine del Corriere della Sera e poi su Facebook, ecco arrivare anche l’appello del senatore dem, già acerrimo nemico del Movimento, Matteo Renzi. Dopo aver negato ‘accordicchi’ con il M5S durante la mattinata, l’ex presidente del Consiglio è deciso: “Il Governo gialloverde – dice – ha fallito, miseramente. Oggi potremmo cullarci nel ritornello: ‘Noi lo avevamo detto’. Il tempo è stato galantuomo davvero. Ma un leader non può solo commentare ciò che accade: deve dare una visione. Anche quando può creare polemica o divisione: “If you decide, you divide”, mi ha insegnato Barack Obama”.

“Io – scrive ancora l’ex segretario Pd – ritengo che andare a votare con questo sistema istituzionale, con questo ministro dell’Interno, con il rischio dell’aumento dell’IVA sia assurdo. Faccio un appello a tutte le forze politiche – quelle più vicine e quelle più lontane, ma tutte – perché prevalga il senso delle istituzioni”, sottolinea.

“Per chi come noi pensa prima all’Italia che alla Ditta è il momento di dare una mano: una mano per evitare l’aumento delle tasse con un esecutivo istituzionale che impedisca la crisi economica e finanziaria. Sappiamo come gestire i conti pubblici, non sarà – promette – una manovra lacrime e sangue”.

Poi l’attacco al vicepremier leghista: “Salvini ha preso il 17% e vuole decidere tutto da solo: non funziona così. E non ha senso trasformare l’Italia in un campo di battaglia per chi si odia. Prima mettiamo in sicurezza il nostro meraviglioso Paese, poi confrontiamoci in campagna elettorale e che vinca il migliore”.

LA REAZIONE DI SALVINI – A replicare al padre nobile dei Cinquestelle e al senatore dem, è però il diretto interessato dalle pagine di Repubblica: “Tutti hanno sempre ripetuto che dopo questo governo c’erano solo le elezioni. Quindi spero che il presidente Mattarella senta la sensibilità del Paese. Un governo con Renzi e Di Maio non la ascolterebbe, questa sensibilità”, spiega infatti Matteo Salvini, che aggiunge come, in democrazia “tutto è legittimo. Tra l’altro un governo tra Pd e Cinquestelle non sarebbe certo una fregatura per la Lega, anzi. Noi però sette ministeri li abbiamo sacrificati perché ci siamo resi conto che al Paese serviva concludere con l’attuale governo”.

Per Salvini l’ipotesi di governo di scopo con Renzi e Di Maio testimonierebbe “il potere della poltrona. Solo e unicamente questo. Ditemi una cosa su cui sono d’accordo Renzi e Di Maio. Rispetto i ‘cacciatori’ di poltrone, per carità. E rispetto i disperati che non vogliono tornare a lavorare fuori dal Parlamento”.

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