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Ue: rinviato a domani l’Eurogruppo, appello di Francia e Germania per superare divisioni

Non sono bastate 16 ore di discussione ai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per trovare un accordo definitivo sugli strumenti da utilizzare a livello europeo per affrontare gli effetti economici dell’emergenza del coronavirus. il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, questa mattina ha annunciato la sospensione dei lavori e il loro rinvio alla giornata di domani. “Dopo 16 ore di discussione ci siamo avvicinati a un accordo ma non ci siamo ancora arrivati”, ha scritto Centeno in un tweet. “Il mio obiettivo rimane una forte rete di sicurezza dell’Ue contro le ricadute provocate dal Covid-19”, ha scritto ancora il presidente dell’Eurogruppo, specificando che l’obiettivo del lavoro in corso sarà “proteggere lavoratori, aziende e paesi membri”. Dobbiamo impegnarci, ha aggiunto Centeno, “a favore di un consistente piano di risanamento”. Il fallimento della riunione mostra che permangono le divisioni fra il fronte dei paesi mediterranei, fra cui l’Italia si pone come capofila, e quelli del Nord Europa, che vede fra i suoi rappresentanti principali la Germania e i Paesi Bassi.

Il fallimento della riunione ha provocato la reazione del commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, che ha invitato i paesi membri a mostrare senso di responsabilità. Commentando il rinvio dell’Eurogruppo “senza accordo dopo 16 ore di riunione”, Gentiloni spiega che “la Commissione fa appello al senso di responsabilità necessario in una crisi come questa”. “Domani è un altro giorno”, ha aggiunto il commissario Ue. Singolare invece l’appello congiunto dei ministri delle Finanze francese e tedesco, rispettivamente, Bruno Le Maire e Olaf Scholz. “Facciamo appello a tutti gli Stati europei di essere all’altezza delle sfide eccezionali per arrivare a un accordo ambizioso”, hanno scritto su Twitter i due ministri. La stranezza dell’appello congiunto sta nel fatto che Francia e Germania, che quasi sempre procedono su posizioni allineate a livello europeo, questa volta sono su fronti opposti. Parigi, infatti, ha sposato la posizione dei paesi mediterranei a favore dei cosiddetti “coronabond”, come strumento privilegiato da impiegare rispetto a Meccanismo europeo di stabilità (Mes).

Più coerente la posizione del ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, il quale ha specificato che i Paesi Bassi erano, sono e resteranno contrari all’ipotesi di eurobond. Secondo Hoekstra, questo strumento “aumenta i rischi in Europa invece di ridurli. Oltre a essere poco saggio, non è nemmeno ragionevole”. Il ministro, sul suo profilo Twitter, fa emergere chiaramente la posizione olandese specificando che, con dei titoli obbligazioni comuni europei “i Paesi Bassi dovrebbero garantire i debiti contratti da altri”. Hoekstra ha definito che il Mes, invece, sarebbe “il rimedio definitivo” per le situazioni in cui un paese rischia “di affrontare seri problemi finanziari ed economici”. I Paesi Bassi sono disposti “a utilizzare il Mes per le spese sanitarie del coronavirus in queste circostanze eccezionali”. In buona sostanza le 16 ore di discussione hanno portato in dote l’avvicinamento sulla proposta avanzata dal francese Le Maire in merito a un Fondo europeo per una strategia di rilancio fondata sugli investimenti che dovrebbe essere finanziato da dei recovery bond a scadenza fissata a 15 o 20 anni. Restano invariate, invece, le distanze sul tema dei prestiti statali o su un Mes senza condizioni.

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