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Tav, Conte dice sì

“Rappresento un governo appoggiato da due forze politiche che sul punto la pensano in maniera opposta. La priorità è tutelare gli interessi dei cittadini” perché “in gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Vanno gestiti, se mi permettete, come farebbe un buon padre di famiglia”. Così il premier Giuseppe Conte, durante una diretta Facebook sul Tavsottolineando che “non realizzare il Tav costerebbe molto più che realizzarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale, che è l’unica ed esclusiva stella polare che guida e guiderà sempre questo governo. Questa è la posizione del governo ferma restando la piena sovranità e autonomia del Parlamento”.

“Per bloccare l’opera non potremmo confidare nel mutuo dissenso di altri protagonisti, la Francia e la stessa Europa. A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe assumere una decisione unilaterale, viste anche le leggi di ratifica adottate proprio del Parlamento su questo punto”, ha poi aggiunto Conte sottolineando: “Ulteriori finanziamenti dell’Unione europea saranno disponibili grazie all’impegno del ministro Toninelli. Per questo lavoro che lui ha compiuto, lo devo ringraziare pubblicamente”, ha detto ancora il premier.

“Con Macron ho molto insistito” per “pervenire a una modalità alternativa, cioè per operare una revisione del progetto” Tav. Ma “la Francia si è espressa per la conferma della realizzazione dell’opera, ne consegue che se volessimo bloccarla non potremmo farlo condividendo questo percorso con la Francia” ha puntualizzato il premier, precisando, “su questo voglio essere chiaro”, che i fondi Ue non sarebbero garantiti “con impieghi alternativi”. E “la decisione di non realizzare l’opera ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’accordo con la Francia”, ha sottolineato.

Conte ha inoltre precisato di non aver cambiato idea rispetto al 7 marzo scorso, quando, “con la trasparenza che contraddistingue il mio operato ho illustrato la mia posizione” dicendo “che se fossi chiamato oggi a valutare l’avvio” del Tav “lo indirizzerei in modo diverso, tenterei quindi di impiegare in modo più utile e funzionale, nell’interesse del nostro paese, le relative risorse finanziarie”. “Nel frattempo però – ha continuato – sono intervenuti dei fatti nuovi, elementi di cui dobbiamo tener conto nella risposta che dovremo dare venerdì per evitare la perdita dei finanziamenti europei”. Tra i fatti nuovi snocciolati dal presidente del Consiglio, il fatto che “l’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontraliera dal 40 al 55%, e questo ridurrebbe lo stanziamento dei fondi che l’Italia deve destinare, con un notevole risparmio”.

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