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Taglio parlamentari è legge

Meloni: «Non abbiamo cambiato idea. Altri, come il Pd, non possono vantare la stessa coerenza». Così la leader di Fratelli d’Italia ai giornalisti subito dopo il via libera  della Camera al taglio del numero dei parlamentari.«Il Parlamento italiano oggi ha approvato una riforma chiesta e voluta dagli italiani. E sono fiera che questo sia stato possibile soprattutto grazie a Fratelli d’Italia».

I voti favorevoli sono stati 553 su 567 votanti, 14 i contrari e due astenuti. Cinque stelle in festa di fronte a Montecitorio. I deputati del Movimento hanno aperto un enorme striscione con disegnate poltrone rosse, tenendo in mano cartelli. A lato delle forbici giganti in cartone.

Per l’Italia è una giornata storica” scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte. “Approvato dal Parlamento il ddl costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari. Una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni” sottolinea il presidente del Consiglio.

Entusiasti i pentastellati, raggiante il leader del Movimento Cinque Stelle. “Volevo dire ai cittadini italiani che questa è una grandissima vittoria del popolo e dei cittadini italiani” dice Luigi Di Maio ai cronisti che lo attendono davanti a Montecitorio. “Quando abbiamo iniziato nessuno ci credeva. Passiamo da 945 parlamentari a 600 parlamentari e lo facciamo con una riforma storica di cui tutti si ricorderanno: i nostri figli, i nostri nipoti. E’ qualcosa che è veramente emozionante, ci abbiamo creduto tantissimo”, aggiunge il capo politico M5S. “È un piccolo passo per la politica, ma un grande passo per il Paese – commenta ancora – Ringrazio le forze politiche che fanno parte della coalizione di maggioranza, che hanno mantenuto la parola”.

“È il giorno che aspettiamo da sempre – dice il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro – Con il sì trasversale delle forze politiche alla riduzione dei parlamentari il M5S fa la storia di questo Paese, scrivendo una stupenda pagina di democrazia. Dopo oltre trent’anni di promesse mancate finalmente il taglio di deputati e senatori è realtà: inizia una nuova stagione politica, ora al centro ci sono i cittadini e le risposte concrete alle loro istanze”. “Il M5S, nel decimo anniversario della sua fondazione, porta a compimento una sua battaglia storica – sottolinea – ma con questa riforma epocale vincono i cittadini, che hanno chiesto e ottenuto un segno tangibile della capacità della politica di autoriformarsi”.

Anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede parla all’Adnkronos di “giornata storica che abbiamo inseguito in anni di battaglie nella convinzione che fosse giusto avvicinare le istituzioni ai cittadini. Oggi è un passo in avanti in questa direzione”. Mentre la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, calcola l’impatto della riforma: “Con questa riforma facciamo risparmiare ai cittadini 300mila euro al giorno, 1 mld in 10 anni”. “Un’altra storica battaglia del Movimento 5 stelle è realtà. Ora avanti con le nostre proposte per il bene del Paese”, twitta Catalfo.

“La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni – scrive su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti – Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di Governo e anche perché abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani”.

Una maggioranza ‘bulgara’ quella che ha dato il via libera definitivo alla riforma del numero dei parlamentari. Nessun voto contrario nei 5 Stelle. Nonostante alcune previsioni parlassero di dissidenti ‘in sonno’, pronti a venire allo scoperto in Aula al momento del voto, il gruppo è rimasto compatto. Su 215 deputati, cinque risultavano in missione e cinque non hanno partecipato al voto. Tutti gli altri, ovvero 205, hanno votato a favore.

I 14 no vengono tutti dal gruppo Misto oltre a quello di Marzia Ferraioli di Fi: Sara Cunial, Veronica Giannone, Carmelo Lo Monte, Fausto Longo, Vittorio Sgarbi, Gloria Vizzini, Silvia Benedetti, Catello Vitiello, Alessandro Fusacchia, Riccardo Magi, Alessandro Colucci, Maurizio Lupi e Renzo Tondo. Due gli astenuti: Bruno Tabacci del Misto e la dem Angela Schirò. Per quanto riguarda le singole forze politiche, nei 5 Stelle risultano in missione 5 deputati (Francesca Businarolo, Andrea Colletti, Federica Dieni, Maria Marzana e Leda Volti) mentre non hanno partecipato al voto: Sebastiano Cubeddu, Massimiliano De Toma, Paolo Giuliodori, Stefania Mammì e Roberto Rossini. Mentre nel Pd non hanno partecipato al voto Micaela Campana, Paolo Gentiloni e Francesca La Marca. Nessun deputato dem in missione. Due deputati di Italia Viva non hanno partecipato al voto (si tratta di Nicola Carè e Massimo Ungaro) e poi Rossella Muroni di Leu. La più corposa compagine dei non partecipanti al voto è quella azzurra con 25 deputati, i leghisti sono 8 (Virginio Caparvi, Luis Di San Martino Lorenzato, Cristian Invernizzi, Donatella Legnaioli, Augusto Marchetti, Carlo Piastra, Tiziana Piccolo e Adolfo Zordan), uno di Fdi (Salvatore Caiata).

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