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Sicurezza dei cittadini e salute dei detenuti, Lamorgese: “1.700 nuovi braccialetti elettronici”

Le misure adottate in tema di detenzione domiciliare costituiscono un punto di equilibrio tra sicurezza cittadini e salute dei detenuti: non ci sono dubbi sulla sicurezza dei cittadini. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in risposta all’interrogazione sulle conseguenze della normativa in tema di detenzione domiciliare per le Forze dell’ordine. “In seguito a un accordo con Fastweb sono pronti 1.200 braccialetti elettronici per il controllo. Per maggio e giugno ci sarà un surplus di 1.700 braccialetti”, ha aggiunto il ministro, secondo cui l’esigenza di misure urgenti per contrastare l’emergenza ha coinvolto l’ambiente carcerario.

“La disciplina introdotta rimette comunque al magistrato di sorveglianza la disposizione dei domiciliari, che devono essere accompagnati da misure di controllo mediante mezzi elettronici.”, ha aggiunto Lamorgese.
Per quanto concerne il contrasto alle mafie, Lamorgese ha aggiunto che è prevista una cabina di regia a livello provinciale con le associazioni imprenditoriali e datoriali per contrastare le infiltrazioni criminali. “Le forze di polizia sono impegnate a contrastare l’adattamento della criminalità organizzata. Attenzione ai crimini spia, come riciclaggio ed estorsione”, ha aggiunto il ministro, secondo cui prossimamente verrà firmato un protocollo d’intesa con Sace per il rilascio della documentazione antimafia. “Gli appetiti criminali sfruttano la delicata situazione economica, rischio che potrà verificarsi anche nella fase di ripresa. Con una direttiva del 10 aprile scorso ho sollecitato un’azione di intelligence sui territori contro i fenomeni criminali con obiettivo di ripresa economica nella legalità”, ha detto ancora Lamorgese.

Tutte le strutture del ministero dell’Interno fin dall’inizio dell’epidemia hanno applicato le procedure per lo screening sanitario, ha detto il ministro in risposta all’interrogazione sulle conseguenze di ordine pubblico del mancato rispetto dell’ordine di chiusura dei porti. Lamorgese ha ricordato che tra tutte le persone sbarcate solo una è risultata positiva al Covid-19. “Si trattava di un egiziano ed è stato posto in isolamento: è in buone condizioni e non è stato necessario il ricovero”, ha specificato il ministro precisando che dal 7 agosto non è stata data alcuna autorizzazione di ingresso alle navi che hanno soccorso dei migranti. “Le navi delle due Ong Alan Kurdi e Aida Mari sono state collocate a seguito di un intervento della Croce Rosse che, in qualità di soggetto attuatore, ha trasbordato tutti sulla nave Rubattino per la quarantena”, ha aggiunto il ministro, che ha poi affermato che per i migranti che raggiungono le coste autonomamente viene disposta la quarantena. Sulla regolarizzazione dei migranti, il ministro ha detto che c’è una valutazione con i ministri dell’Agricoltura e del Lavoro sul lavoro nero, che nasce dall’esigenza di trovare una soluzione alle problematiche specifiche che stanno emergendo nel settore.

Da Lamorgese anche un ringraziamento alle forze di polizia, ai militari di Strade sicure e alle polizie locali per il lavoro che stanno svolgendo in questo periodo di emergenza. “Sin dall’inizio dell’emergenza il ministero dell’Interno ha adottato gli atti di indirizzo per garantire un’uguale applicazione delle misure di contenimento”, ha precisato il ministro in risposta all’interrogazione sull’applicazione delle misure che limitano la possibilità di allontanarsi dalla propria abitazione. “Con la circolare del 31 marzo scorso è stato specificato che uscire con figli minori era consentita per un solo genitori per motivi di necessità o salute. L’attività motoria è consentita all’interno della propria abitazione, vietato l’accesso ai parchi e alle aree pubbliche”, ha aggiunto il ministro, secondo cui a seguito dei controlli solo pochissime violazioni sono state relative alle misure attuative.

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