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Scontro al veleno tra Conte e Meloni sul Mes

Le accuse che mi sono state rivolte trascendono ampiamente i più accesi toni e le più aspre contestazioni che caratterizzano l’odierna dialettica politica, già di per sé ben poco incline alla ‘cura delle parole’. Siamo al cospetto di un’accusa gravissima“.  Dice Conte parlando alla Camera, quindi continua con una serie di accuse nei confronti di Salvini e della destra in generale prendendo di mira Giorgia Meloni la quale risponde per le rime demolendo il “professore” che, a quanto pare, pur di rimanere incollato alla poltrona insieme a quanti mai eletti, le prova tutte.

Presidente Conte, lei si è presentato come avvocato del popolo. Non le consentiremo di diventare il curatore fallimentare degli italiani, la manderemo a casa prima”. La risposta della Meloni che continua: “Lei è un presidente del Consiglio che ci riempie di menzogne insieme a tutto il suo governo. E le persone che mentono sono distanti dai precetti della nostra Costituzione. L’onore è una cosa di cui difettate”.  “Lei ha letto 44 minuti di resoconti parlamentari sostanzialmente per smentire il suo governo, se stesso”.

“Non mi sfugge che lei il giorno prima era il rappresentante di un governo impresentabile e oggi è uno statista”. “Basta coi proclami”, insiste il presidente di FdI.  “Prima abbaiate alla luna e poi nascondete la mano tra i giornali”.

“L’Italia non ha alcuna ragione al mondo di sottoscrivere questo trattato così come ci viene proposto”.   “Conte ha dato l’ok” alla riforma del trattato “in cambio dell’approvazione delle consorterie europee”. Con le modifiche previste dalla riforma in questione, ha rimarcato Meloni, “il fondo salva Stati diventa un fondo salva banche”.

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