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Pro e contro Salvini a Pescara, tra fischi ed applausi il comizio del vice premier

Allo stadio del mare il comizio di Salvini, mentre a poche centinaia di metri, sul Ponte del Mare, una contromanifestazione di associazioni, Anpi, partiti di opposizione ed una nutrita presenza di extracomunitari.

In estrema sintesi è quanto accaduto nella serata di ieri a Pescara. Salvini, nella giornata che forse segna la crisi di governo più significativa del governo Conte, attacca, rilancia, promette entusiasma e persino commuove quando sul palco, parlando dei suoi figli ha detto: “Ho chiamato mia figlia e mio figlio, che sta andando a mangiare la pizza con gli amici… – interrompendosi per diversi secondi -. A volte mi mancano”. Il pubblico lo ha applaudito e ha scandito in coro il suo nome.

Verrebbe da chiedere quante tra le persone, tra quelle presenti nello stadio del mare, hanno un figlio o una figlia o un papà distante migliaia di chilometri che chiamano solo perchè vanno a mangiare una pizza con gli amici. Tanti la pizza non se lo possono permettere ed una telefonata serve solo a ricreare un momento, seppure fugace e virtuale, di famiglia. I cari di tanti sono dovuti scappare a migliaia di chilometri di casa per ritrovare una dignità, un lavoro, un modo di sopravvivere che oggi è negato in Italia.

Colpa di Salvini’? Certo che no, ma di sicuro colpa di una classe politica che ha distrutto nel tempo la nostra patria.

Applausi e fischi, pochi perchè soffocati dalle rumorose ovazioni per il leader leghista, che hanno fatto dimenticare, seppure per una serata, i veri problemi della quotidianità di tantissimi.

Così la serata di Salvini è servita a scaldare gli animi ed i cuori di tanti, a rinvigorire per l’ennesima volta le speranze di tanta brava gente, si stima che erano presenti circa 3 mila persone, ma a pensarci bene, anche molto meno certezze.

Salvini ha esordito sui temi dell’Europa dell’immigrazione e della sicurezza. Sulla crisi di maggioranza ha dichiarato:

“Bisogna far le cose bene, in fretta e con coraggio, bisogna sbloccare le opere pubbliche, non abbiamo bisogno di ministri che le bloccano. Non sopporto più i no, io che sono l’uomo più paziente del mondo. Siamo disposti a mettere in gioco le nostre poltrone, magari lo pensano gli altri alle poltrone, noi siamo al servizio del popolo italiano”.

“Noi guardiamo avanti e chiediamo agli italiani la forza di prendere in mano questo Paese e salvarlo, riportarlo dove i nostri nonni lo avevano lasciato”.

“Deputati e senatori alzano il c… e vengano in Parlamento, anche la settimana di Ferragosto, se serve. Chi non viene è perché vuole tenersi la poltrona. I parlamentari della Lega sono pronti a venire in Aula lunedì e poi anche sabato e domenica. Sfidiamo i 900 parlamentari della Repubblica a presentarsi in Parlamento la prossima settimana per dire si o dire no e a giustificare lo stipendio che prendono. Piuttosto che tenere fermo il Paese diamo la parola agli italiani, che ci dicano cosa bisogna fare. E beninteso, non mi interessa tornare al vecchio, se devo mettermi in gioco con un’idea di futuro lo faccio da solo e a testa alta. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio, certo”.

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