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Pd, scoppia il caso Faraone

La politica italiana non ha pace, dopo le tensioni sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini, un nuovo caso agita i rapporti tra area ‘renziana’ e Nazareno: l’annullamento dell’elezione di Davide Faraonerenziano della prima ora, a segretario regionale del Pd in Sicilia. Un voto a maggioranza, oggi, nella commissione nazionale di garanzia. “Facendo riferimento allea aree congressuali – spiega Marco Di Maio, membro della commissione, – chi ha votato Giachetti e Martina, abbiamo tutti espresso parere contrario mentre la maggioranza si è espressa in modo diverso”.

Intanto perché si è arrivati all’annullamento? Alla commissione di garanzia erano arrivati diversi ricorsi dalla mozione Zingaretti che, in Sicilia al congresso regionale, aveva candidato l’ex-deputata Teresa Piccione. La candidata zingarettiana, però, aveva ritirato la candidatura a pochi giorni dal voto denunciando irregolarità nelle procedure del congresso e nella presentazione delle liste. Oggi, dunque, la decisione della commissione su quei ricorsi.
Una decisione che ha fatto scattare l’area ‘renziana’. “La decisione di annullare l’elezione del segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente. Il segretario Zingaretti intervenga a difesa delle regole”, ha scritto il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, su Twitter. Un post subito rilanciato da Matteo RenziOra per la Sicilia potrebbe aprirsi la strada del commissariamento. La proposta dovrà essere avanzata dal segretario Zingaretti e quindi votata dalla Direzione nazionale. Una riunione dell’organismo ci sarà venerdì prossimo come annunciato oggi dal segretario dem.

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