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Muro contro muro su Conte

Trattativa tra M5S e Pd in salita con il reincarico di Giuseppe Conte che sembra essere in questo momento uno scoglio difficile da superare. Se i pentastellati puntano decisamente sulla riconferma del presidente del Consiglio uscente, i dem tengono il punto ribadendo il loro no a un Conte bis.

Durante un colloquio telefonico di stamattina tra il leader M5S Luigi Di Maio e il segretario Pd Nicola Zingaretti, a quanto si apprende da fonti qualificate, il capo politico 5 Stelle avrebbe nuovamente proposto il nome di Giuseppe Conte come premier del prossimo governo, evidenziando che tutto il Movimento “è leale” nei confronti del presidente del Consiglio uscente e che non accetta veti su questo.

Renziani a Zingaretti: “Dica sì a Conte”

Anche fonti pentastellari ribadiscono che “nessun confronto è possibile davanti ai veti”. “Se i veti non si sciolgono – affermano le stesse fonti – e non otteniamo le garanzie adeguate per il Paese diventa tutto molto difficile”. “Per il MoVimento – sottolineano – la lealtà a Conte non si discute, a lui riconosciamo le grandissime capacità dimostrate da premier. Dire di no a Conte per trovare altri nomi figli di strategie politiche, significa indebolire il Paese”. “Non vorremmo che” il no a Conte “fosse una scusa per tornare al voto – osservano ancora le fonti stellate -. In tal caso Zingaretti e i suoi devono essere chiari”.

Sul nome di Conte alla guida del nuovo governo è tornato a insistere anche il fondatore del Movimento, Beppe Grillo, che ha ripubblicato un estratto dell’articolo di elogio del 23 agosto scorso. Quanto a Roberto Fico nelle vesti di premier di un eventuale esecutivo giallorosso, fonti della Camera hanno reso nota la sua l’indisponibilità a lasciare l’incarico a Montecitorio.

Ma a quanto pare Zingaretti ha “ribadito il no a Conte”, in coerenza con quella “discontinuità invocata dal segretario del Pd anche subito dopo le consultazioni al Quirinale con il capo dello Stato, riferiscono fonti del Pd che parlano anche di un “malessere” del Nazareno di fronte ai “continui ultimatum” lanciati dal M5S. Tuttavia “si continua a lavorare a una soluzione”. “Noi andiamo avanti sul programma, il lavoro da fare non è solo quello suo nomi”, spiegano le stesse fonti sottolineando il fatto che è in corso al Nazareno la riunione dei tavoli di programma del Pd che in serata o al più tardi domani mattina dovrebbero produrre un documento finale con le proposte per un “governo di svolta”.

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