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Montorio: in consiglio comunale si chiede il rispetto dell’art. 51 della Costituzione

Il rispetto delle quote rosa è un principio consacrato nella Costituzione e può essere derogato solo per garantire la continuità dello svolgimento delle funzioni politiche, quando l’impossibilità di assicurare la presenza dei due generi sia adeguatamente provata tramite un’accurata e approfondita istruttoria e una altrettanto adeguata motivazione. Lo ha ribadito la quinta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 406/2016, che si è pronunciata sulle condizioni necessarie per derogare al comma 137 della legge Delrio secondo cui, nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a tremila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%. Diverse sono le sentenze dei TAR ed i pareri del Ministero dell’Interno in merito, ma il Sindaco di Montorio, Mario Ennio Facciolini, continua a ignorare o a non conoscere la norma, correndo il rischio di deliberare atti di Giunta illegittimi ed a rischio di invalidità, come per le delibere adottate nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2019, quando la Giunta, per effetto delle dimissioni di Diomira Nibid, era composta da tre uomini, Facciolini, Barnabei e Rastelli e una donna, Nina Nori, così da non rispettare la soglia del 40% della parità di genere. Inoltre non è solo una questione di stretta legalità e di democrazia, ma di applicazione del sacrosanto principio di uguaglianza e rappresentanza tra i generi” sottolineano, in una nota congiunta, i consiglieri di opposizione Andrea Guizzetti e Paolo Sacchini di “Montorio Avanti Insieme” e Gabriella Zuccarini e Marco Citerei di “Montorio che Vive”,

Secondo la giurisprudenza amministrativa la norma è “un ineludibile parametro di legittimità” per gli atti della Giunta comunale, che diversamente risultano invalidi. Il rispetto della quota di genere nella composizione della Giunta rappresenta quindi un vincolo preciso per i sindaci. Gli ultimi orientamenti della giurisprudenza sono quindi molto chiari ed il Sindaco di Montorio. in modo spregiudicato o forse consigliato male, ha deliberato illegittimamente atti di rilevo come variazioni di bilancio, affidamenti, concessioni e tanti altri che potrebbero essere invalidati, con ricadute negative sulla popolazione e responsabilità sotto diversi profili per gli amministratori, Sindaco e Assessori” aggiungono i gruppi di “Montorio Avanti Insieme” e “Montorio che Vive”. 

Con le nuove dimissioni questa volta dell’Assessore Nina Nori, ancora tutt’altro che comprensibili, avendo la stessa mantenuto le deleghe, la Giunta è di nuovo fuori i parametri di legittimità, essendo la stessa composta di nuovo da tre uomini, Facciolini, Barnabei, Valleriani e una donna Nibid, non rispettando anche questa volta sia l’articolo 51 della Costituzione che la legge n. 56 del 7 aprile 2014 – Legge Delrio – sulla soglia del 40% della parità di genere. A questo punto invitiamo il Sindaco, almeno questa volta, ad astenersi nel deliberare, e quindi a ripristinare nel più breve tempo possibile l’equilibrio di genere in Giunta, sia per una questione di civiltà, sia per evitare uno stallo sistematico dell’esecutivo, già immobile di natura dal suo insediamento e poco incline al lavoro, non avendo fino ad oggi prodotto nulla di buono per il paese” continuano Guizzetti, Sacchini, Zuccarini e Citerei.

Per l’ennesima volta è iniziato il “totonomina” per il nuovo Assessore che dovrà essere nominato dal Sindaco, ed in barba ai problemi dei cittadini ovviamente, continua il siparietto. La correttezza ci spinge a pensare che ad essere nominata, visto che non ci sono più consiglieri a disposizione, visto che sono stati tutti esautorati, dovrebbe essere la prima dei non eletti, ossia Mariangela Cortellini. Ma siamo abituati ai colpi di scena, ed anche questa volta eviteremo di prendere informazioni direttamente dal primo cittadino, con la telefonata che spesso lui ci suggerisce, ed aspettiamo la notizia ufficiale con il decreto di nomina. Che sia fatto presto però, perché la Città non può più attendere i loro comodi! concludono i consiglieri di opposizione.

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