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Manovra tra tasse, sospetti e follie. Il Pd accusa il M5S e si accorda sottobanco con i renziani

Si terrà questa mattina alle 11 a Palazzo Chigi il vertice di maggioranza sulla manovra. Sul tavolo tutti i nodi della legge di bilancio ancora da sciogliere prima del Consiglio dei ministri che si terrà stasera alle 21. Subito dopo, il premier Giuseppe Conte partirà per Tirana.

La manovra andrà approvata entro la mezzanotte, limite ultimo per trasmetterla alla Commissione Ue e all’Eurogruppo. Secondo fonti vicine ai ministri Pd sarebbe stato il M5S a voler far slittare il Cdm. I dem sono infastiditi per «la solita tecnica di far saltare gli incontri invece di risolvere i problemi».

«Sono giorni febbrili», ha detto Conte. E ha aggiunto che «con il ministro dell’Economia, in particolare, stiamo operando le ultime cognizioni». Poi le frasi di rito, che sanno di presa in giro: «La manovra non deve accontentare qualche forza politica in particolare o qualche blocco sociale. Noi lavoriamo nell’interesse di tutti. Questo governo ha un progetto unitario che guarda all’intera Italia». E ancora: «Stiamo lavorando a possibili modifiche a Quota 100».

Vertice slittato, liti da cortile. Idee balzane, dalle tasse sulle merendine (accantonata) alle tasse sui cellulari. Un caos. L’intesa tra Pd e M5S è innaturale e si vede. Stare incollati alle poltrone non produce nulla, tranne conseguenze gravissime per gli italiani.

La manovra andrà approvata entro la mezzanotte, limite ultimo per trasmetterla alla Commissione Ue e all’Eurogruppo. Secondo fonti vicine ai ministri Pd sarebbe stato il M5S a voler far slittare il Cdm. I dem sono infastiditi per «la solita tecnica di far saltare gli incontri invece di risolvere i problemi».

«Sono giorni febbrili», ha detto Conte. E ha aggiunto che «con il ministro dell’Economia, in particolare, stiamo operando le ultime cognizioni». Poi le frasi di rito, che sanno di presa in giro: «La manovra non deve accontentare qualche forza politica in particolare o qualche blocco sociale. Noi lavoriamo nell’interesse di tutti. Questo governo ha un progetto unitario che guarda all’intera Italia». E ancora: «Stiamo lavorando a possibili modifiche a Quota 100».

Il punto è che tra gli alleati di governo al momento si è lontani dall’intesa. Le imposte sulle schede Sim, la cancellazione retroattiva della detraibilità del 19% sull’Irpef e la volontà di rivedere quota 100. Queste, apprende l’Adnkronos, secondo fonti di governo M5S, le proposte che il Pd vorrebbe inserire nella legge di bilancio. E su queste i grillini starebbero facendo muro.

«In questa cornice, è evidente che l’esecutivo non potrebbe mai sostenere un aumento delle tasse e men che meno un altro colpo ai pensionati con l’abrogazione di Quota 100. Non è neanche immaginabile mettere i pensionati contro i lavoratori, sostenendo che bisognerebbe creare esodati per ridurre il cuneo fiscale. Abbiamo la responsabilità di unire il paese e non di dividerlo», ha dichiarato Luigi Di Maio. Che mette in guardia: «Non si inneschi una guerra tra poveri».

Si litiga anche sul taglio del cuneo alle imprese, che i 5 Stelle vorrebbero introdurre e addirittura aumentare: obiettivo creare nuovi posti di lavoro, spiegano fonti grilline. Altro nodo da sbrogliare, la riforma di quota 100 voluta dal primo governo Conte. Fonti di governo M5S sostengono che il Pd avrebbe messo in piedi un asse con i renziani di Italia Viva per modificarla almeno in parte, intervenendo sull’ultima finestra con una dote di circa 500 milioni. «Per noi non esiste», mettono in chiaro i 5 Stelle. Fonti vicine ai ministri Pd sottolineano però: «Basta fake news, il Pd non ha mai proposto l’abrogazione di Quota 100 ma semplicemente detto che alcune finestre di rinvio possono servire per evitare l’aumento dell’Iva».

A chiarire la posizione dem era stato in serata Dario Franceschini (in un tweet subito rilanciato da Nicola Zingaretti): «Per noi irrinunciabile l’aumento degli stipendi grazie alla riduzione delle tasse. Poi niente aumento Iva, eliminazione superticket, asili nido gratuiti, fondo famiglie, piano casa, lotta all’evasione, più investimenti dei comuni, green economy. Le idee Pd sono nella legge di bilancio», aveva scritto il capo delegazione dem al governo.

Intanto, il consiglio dei ministri fissato per oggi alle 21, a quanto si apprende da fonti di governo, dovrebbe dare il via libera solo al Documento programmatico di Bilancio, ovvero una sintesi della legge di bilancio che entro oggi a mezzanotte dovrà essere inviata all’Europa. Il decreto fiscale e l’articolato complessivo della manovra dovrebbero essere approvati in un successivo Cdm che si terrà, con ogni probabilità, lunedì 21.

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