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L’attacco della Santanchè vittima delle ingiurie del ministro. Alla faccia!!

Una interessante intervista alla parlamentare è stata pubblicata dal Secolo d’Italia”. L’attacco e le offese subite dalla Santanchè da parte del minstro Fioramenti, lascia tutti interdetti e la dice lunga sugli equilibri precari in seno al governo. Un silenzio assordante e mortificante di fronte ad un caso, che se fosse stata la parlamentare di sinistra, avrebbe avuto ben altro rilievo ed infiniti e significativi gesti di solidarietà.

L’intervista:

Ma sei ancora arrabbiata con Fioramonti? Eppure ha detto di “aver chiesto scusa alla Santanchè”
Ma io non sono arrabbiata con l’uomo Fioramonti, anche perché non lo considero tale, lo considero un omuncolo, e non gli concedo certo di influenzare il mio umore. Io sono indignata col ministro Fioramonti, perché lo considero indegno dell’altissimo ruolo istituzionale che è stato sciaguratamente chiamato a ricoprire. Ma non è un mio parere soggettivo, credo che sia un’ovvietà oggettiva in una democrazia avanzata: un signore che insulta sul piano personale gli avversari politici, 
disprezza le donne, offende pubblicamente le forze dell’ordine, non può fare nemmeno il consigliere comunale, figuriamoci il ministro. Per cui io non voglio le sue scuse, io voglio le sue dimissioni.


Da sinistra nessuna solidarietà alla Santanchè
Hai ricevuto solidarietà da sinistra?
Mi piacerebbe poter rispondere: sì. La verità è che per l’ennesima volta il pensiero unico di sinistra, avvezzo a strumentalizzare e monopolizzare la battaglia in difesa delle donne, quando viene colpita una donna di destra si rintana in un silenzio assordante. Evidentemente, per loro alcune donne sono più donne delle altre, per parafrasare George Orwell. Io non ho mai lesinato solidarietà a donne di altro orientamento politico attaccate nell’aspetto, nell’abbigliamento, nelle loro scelte estetiche, nel loro essere donna (l’ultimo caso è stato quello del ministro Bellanova). E continuerò così, perché per me la difesa della dignità della donna prescinde dalla tessera di partito. Per loro, evidentemente, la tessera di partito è tutto.


E il premier neanche ci ha parlato…
Ma col premier hai parlato?
Macché. Il già “avvocato del popolo”, oggi avvocato dei poteri forti, 
non ha trovato un minuto per parlare con una parlamentare, ma soprattutto con una donna, insultata con palese linguaggio sessista da un ministro del suo governo. Ed è lo stesso che quando ha battezzato la squallida operazione di Palazzo del governo rossogiallo ci ha rifilato il sermoncino sulla “fine della stagione dell’odio”. Cosa c’è di più vicino alla “stagione dell’odio” delle disgustose frasi di Fioramonti? Ma del resto parliamo dell’uomo che a fine luglio diceva “Che io possa andare in parlamento a cercare una maggioranza alternativa è assolutamente fantasioso”, e a metà agosto faceva il governo col Pd. Aspettarsi coerenza e schiena dritta da uno così è un controsenso.

Si potrebbe tranquillamente parlare di due pesi e due misure, di una sconvolgente presunzione del Palazzo, di una ipocrisia senza fine di una logica “sinistra” che ormai non sorprende più.

Non dimentichiamo che il popolo italiano, quando è stato libero di esprimersi e non essere assoggettato al volere del “Palazzo”, a strane dinamiche di trasformismo e di inciucio, ha detto chiaramente cosa vuole per il futuro dei propri figli: meno invasione di immigrati clandestini, meno tasse, meno sudditanza all’Europa. Il governo, con estrema indolenza, rispetta appieno il volere degli italiani cambiando solo una cosa, il segno davanti alle parole : non meno ma, più immigrati,più tasse e più sudditanza all’europa.

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