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Fase 2: riaperture dal 18 maggio, i dettagli del via libera del governo

Dopo un’estenuante trattativa con le Regioni, vede la luce il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (dpcm) che stabilisce come e cosa riaprirà a partire dal 18 maggio. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha firmato il provvedimento con il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha mantenuto alcuni punti fermi propri della prima fase dell’epidemia di coronavirus. Tra le conferme quindi l’obbligo di mascherine nei luoghi pubblici chiusi e sui mezzi di trasporto, quello di restare a casa per chi ha oltre 37,5 gradi di febbre, il mantenimento di un metro di distanza per le passeggiate in parchi, ville e giardini pubblici e i 2 metri per chi pratica attività sportiva. E ancora, se riprendono gli allenamenti per gli sportivi professionisti, restano sospesi eventi e competizioni di ogni ordine e disciplina. Mantengono chiusi i battenti sale giochi, sale scommesse e sale bingo, oltre alle “attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi”. Ancora nulla da fare per centri benessere, termali, culturali e sociali, che dovranno attendere prossime disposizioni sulla base dell’andamento del contagio. Resta confermata poi la sospensione dei servizi educativi e delle attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, fino a università e master.

Sulle riaperture poi il dpcm applica il principio di gradualità. Dal 18 maggio aprono le loro porte al pubblico musei, chiese, moschee, sinagoghe e templi. Aperture, queste ultime, legate agli accordi stipulati tra governo e singole confessioni religiose, i cui luoghi di culto, tuttavia dovranno essere oggetto di sanificazione oltre che del consueto mantenimento della distanza sociale e adozione di mascherine. Alzano le saracinesche anche bar, ristoranti, pasticcerie e negozi al dettaglio con l’obbligo di distanza di un metro e di ingressi con modalità dilazionate. Dal 20 maggio scatta la possibilità di riprendere i corsi e le prove per le patenti di guida, sulla base delle indicazioni stabilite dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il 25 maggio è la volta di palestre e piscine, che dovranno osservare regole precise come il metro di distanza nelle docce, l’obbligo di disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni ad ogni cambio di utente o nucleo familiare nonché quello di dotarsi della possibilità di misurare la temperatura a tutti. La data del 3 giugno deve essere cerchiata sul calendario da coloro che vogliano venire nel nostro Paese. Riaprono infatti le frontiere con i Paesi Ue, con il Regno Unito, Andorra e Monaco. Chi arriva in Italia dovrà consegnare una dichiarazione con i motivi del viaggio, l’indirizzo di dove risiederà in eventuale isolamento fiduciario di 14 giorni e un numero di telefono per essere rintracciato. Nessuno approdo ancora, invece, per i servizi di crociera da parte di navi passeggeri battenti bandiera italiana.

A metà giugno, il 15, infine, via libera alla riapertura di teatri, cinema e sale da concerto. Per questi, prescrizioni sul numero massimo di spettatori, che con le misure di prevenzione, sarà pari a mille per gli spettacoli all’aperto e 250 per ogni singola sala. Sempre a metà del mese di giugno semaforo verde anche per i centri estivi “al chiuso o all’aria aperta”. Le manifestazioni pubbliche, invece, vengono autorizzate qualche giorno prima anche se “soltanto in forma statica” e nel rispetto delle misure di sicurezza. I due diversi appuntamenti previsti il 2 giugno da Fratelli d’Italia e Lega potranno dunque tenersi nell’osservanza delle nuove regole. 

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