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Di Maio suona ‘de profundis’ per alleanza Pd-M5S

Luigi Di Maio è stato il più svelto a suonare il ‘de profundis’ per l’alleanza Pd-M5s per le regionali. Il capo politico dei 5 stelle, alle prese con una robusta fronda interna dopo la sconfitta del civico Vincenzo Bianconi, ha fatto marcia indietro e ha lanciato la “terza via. Secondo me – ha spiegato – il Movimento la può creare al di fuori dei due poli, non entrando nei due poli, perché va meglio quando va da solo”.

L’esperimento “non ha funzionato. Abbiamo visto che si tratta di una strada non praticabile”. 

Dario Franceschini rispondendo ha insistito: “Non mi sembra particolarmente acuta l’idea che poiché anche presentandoci insieme abbiamo perso l’Umbria, è meglio andare divisi alle prossime regionali”. Ma è evidente che anche al Nazareno si è aperta una riflessione sulle regionali. Su Nicola Zingaretti è subito partito il ‘pressing’ nemmeno troppo discreto di chi all’asse con il M5S non ha mai creduto: “L’alternativa a questa destra non si costruisce con le ammucchiate, ma con un progetto politico forte e credibile, ancorato alla realtà e partecipato nel Paese”, ha spiegato Lorenzo Guerini.

“Mi auguro che in vista delle prossime regionali, il Pd discuta meglio con i territori se sia o meno il caso di presentarsi in coalizione”, gli ha fatto eco Andrea Marcucci. Anche i sindaci dem, riuniti domenica a Roma per l’Assemblea degli amministratori, avevano messo in guardia sull’alleanza con i grillini. Nonostante questo, e nonostante l’Umbria, il segretario dem pare intenzionato a lasciare uno spiraglio aperto ai grillini. Mettendo però qualche ‘paletto’ dell’ultima ora.

Zingaretti ha rispolverato la “vocazione maggioritaria” del Pd “con una forte identità capace di parlare a tutto il Paese“. E quindi ha successivamente chiarito che bisogna verificare “territorio per territorio la possibilità di convergenze, senza imporre nulla”. In più, il segretario ha ricordato: “Ad agosto avevo sollevato perplessità sulla percorribilità di un’alleanza di Governo con il Movimento 5 stelle. Abbiamo poi costruito una linea unitaria, difficile”.

Gran caos nella maggioranza dove il voto umbro ha generato ulteriori “mal di pancia” ad acuito le divergenze da sempre esiste tra i due partiti di governo.

Rimane puntato un sguargo importnte alle prossime regionali dove anche il neo partito di Renzi potrebbe avere un ruolo importante ed intanto si teme per la durata del governo sempre più sotto attacco da una destra forte che raccolgie sempre maggiori consensi.

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