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Coronavirus: Boccia, non c’è una data per la fase 2, rifinanziare misure nel decreto aprile

Per il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, “nel decreto aprile vanno rifinanziate misure che scadono e vanno ipotizzati nuovi strumenti per chi è rimasto fuori. Si va nella direzione dell’aumento dei 600 euro a 800”. L’esponente dell’esecutivo è intervenuto questa mattina a “Circo Massimo”, su Radio Capital, e ha parlato anche della cosiddetta fase 2 dell’emergenza da Covid-19. “Leggo del 4 maggio per l’inizio della fase 2, ma non c’è una data, è una valutazione che il Consiglio dei ministri dovrà fare dentro di sé e concordare con la cabina di regia”, ha affermato. Secondo Boccia, “non ha senso impiccarsi a date. Ma bisogna condividere le modalità di ripartenza, parlarne insieme, maggioranza e opposizione, scienziati e politici. Renzi propone di riaprire subito dopo Pasqua? Se parliamo di qualche codice Ateco (la classificazione delle attività economiche, ndr), potrebbe essere. Ma non è realistico oggi dare dati”.

Quanto ai numeri del contagio illustrati ieri in conferenza stampa, con 880 nuovi casi (il dato più basso dal 10 marzo scorso, ndr), Boccia ha osservato: “Dopo giorni, ieri ho tirato il primo vero sospiro di sollievo. Vado a letto con un senso di preoccupazione e angoscia, e mi sveglio ripensando alle stesse cose. I numeri di ieri hanno cominciato a far vedere una luce, pur fioca”.

Il ministro ha anche commentato la disponibilità di mascherine per far fronte all’emergenza: “Venticinque giorni fa c’era un settimo della necessità di mascherine nel Paese e purtroppo non le faceva nessuno. Ora le mascherine cominciano a esserci e penso che il problema in questo mese di aprile non ci sarà più”.

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