Press "Enter" to skip to content

Conte bis, il Senato vota la fiducia. Paragone e Richetti si astengono

Il Senato ha votato la fiducia al governo Conte 2. I voti favorevoli sono stati 169, contrari 133 e astenuti 5. Presenti 308, votanti 307.

Il Senato ha votato la fiducia al governo Conte 2. I voti favorevoli sono stati 169, contrari 133 e astenuti 5. Presenti 308, votanti 307.PUBBLICITÀ

I senatori di Fratelli d’Italia hanno mostrato, in aula, bandiere tricolori e la scritta ‘Voto’ al termine dell’intervento del loro capogruppo Luca Ciriani per la dichiarazione di voto al governo Conte.

“Un governo senza coraggio” e che nasce “per un orribile pateracchio”, ha detto il presidente dei senatori Fdi Luca Ciriani annunciando il voto contrario e “opposizione a viso aperto” all’esecutivo nelle dichiarazioni finali a palazzo Madama. “Potevate prendere i punti della vostra intesa, trasformarla in programma e presentarvi a 60 milioni di italiani anziché farla votare da poche decine di migliaia di iscritti alla piattaforma Rousseau”, ha aggiunto Ciriani, definendo l’esecutivo Conte un esempio “del peggiore e più volgare trasformismo della storia italiana”. Chiedere elezioni, ha sottolineato, “non è come bestemmiare in chiesa… O in questo Paese può chiederle solo la sinistra quando pensa di vincerle?”.

Gongola Nicola Zingaretti che scrive su Twitter: “Ora inizia la grande sfida: cambiamo insieme l’Italia”. Matteo Renzi, augurando buon lavoro al governo Conte, ha detto  che “non si fa politica con i risentimenti personali ma mettendo al centro il bene comune”.

Sul Conte bis due senatori della maggioranza giallorossa si astengono. Gianluigi Paragone del Movimento 5 stelle ha annunciato in Aula del Senato che non vota contro la fiducia al governo Conte II ma si astiene. «Non mi dite  – ha detto – che cambierete l’Europa perché vi ha già ingabbiati. Il Pd è la garanzia italiana del fanatismo europeo. Bruxelles l’avete portata in casa. Gentiloni sarà marcato dal falco Dombrovsky. La mia tentazione di votare no è forte. Mi asterrò solo per rispetto di chi, in una ipnosi in buona fede, pensa nella rivoluzione della pochette. Io resto nella trincea delle parole guerriere contro il fanatismo neoliberista incistato in questa Unione Europea».

Anche nel Partito Democratico c’è un senatore che si dissocia dal suo gruppo parlamentare. Matteo Richetti è contrario all’alleanza tra dem e Movimento 5 Stelle, sulla linea quindi dell’europarlamentare ex Pd Carlo Calenda. Richetti però non vota contro ma si astiene.  «Presidente Conte dopo questo voto lei sarà anche il mio presidente del Consiglio ma non avrà la mia fiducia. È uno dei giorni più difficili per me», confessa Richetti. «Non posso per coerenza votare la fiducia a un governo nato su basi di convenienza e ambiguità», ha aggiunto. «Mi asterrò perché non voglio cumulare il mio voto a quello della Lega». E ancora: «L’unica cosa chiara tra dem e M5S era mai l’uno con l’altro».

COMMENTI 

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram