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Fuori dalle righe

Non riesco a capire Salvini, ma neppure Berlusconi o Zingaretti. E’ un guaio. Ci deve essere qualcosa che mi sfugge. Brancolo nella nebbia delle chiacchiere, delle allusioni, delle ipotesi.

            A leggere i giornali, ascoltare i TG e seguire i dibattiti politici, avverto un senso di noia crescente. Sono sempre le stesse cose, predigerite e poi rimasticate. Nulla di nuovo, tutto di terribilmente invecchiato. Chiedo in giro, se qualcuno ci capisce qualcosa. La risposta è desolante.

            Mi sforzo di capire, ma non ce la faccio: o i giochi sono troppo raffinati o sonoi troppo stupidi. Comincio a propendere per la seconda ipotesi. Vediamo perché.

            Salvini è bravo, bravissimo. Sulla cresta dell’onda ha stravinto, sbocconcellando alleati ed ex alleati. E’ l’uomo forte che la gente si aspettava, senza volerlo dire per non passare da fascista. Ha in 5Stelle un alleato debole e incapace, un alibi perfetto per imporre la sua volontà e per motivare le sue sconfitte. In più, formalmente, in prima fila, ha un Presidente del Consiglio neutro e ragionevole.

            A conclusione delle elezioni europee stravinte dalla Lega, ho molto apprezzato in Salvini il fatto che non volesse calcare la mano sul governo, chiedendo poltrone o un rimpasto o nuove elezioni. Perbacco, mi sono detto, finalmente un politico di razza!

            Ottenuti due importanti successi parlamentari sulla sicurezza e sulla TA (il mito di 5Stelle), improvvisamente ha buttato tutto all’aria, sfiduciando Conte e chiedendo a gran voce nuove elezioni. Una grande sciocchezza.

            Perché? Non riesco a capirlo. Possibile che non sapesse che ci decide è il Presidente della Repubblica? Possibile che non immaginasse che il PD avrebbe rialzato almeno una delle sue teste (Renzi), ipotizzando un’intesa con 5Stelle? Possibile che non temesse un altro governo, senza Lega, con un Conte inferocito e un Di Maio tradito?

            Tranne la Meloni (e la Lega), nessuno vuole nuove elezioni. A gran voce le vogliono tutti, ma in realtà l’attuale assetto parlamentare, anche se non rispecchia il parere del Paese, fa comodo, soprattutto a Renzi e a Berlusconi. In una nuova competizione elettorale il numero dei loro rappresentanti sarebbe fortemente ridimensionato

            Nel caso di Renzi, a favore degli uomini di Zingaretti (nel PD ci sono almeno due partiti più Calenda, e se si dovessero fare le liste dei nuovi candidati, estromessi i renziani). Nel caso di Berlusconi, a favore della Meloni, di Salvini e del fuoriuscito Toti, il governatore della Liguria.

            Anche per 5 Stelle nuove elezioni sarebbero un disastro. Perderebbero la metà dei parlamentari e Di Maio uscirebbe di scena con gran parte dell’attuale classe dirigente.

            Ora, raccogliere i cocci di questa decisione insensata di Salvini non è facile. Dire che Salvini ha voluto mettere in crisi il sistema perché non vuol fare la finanziaria è stupido. Ha chiesto i pieni poteri, se fosse rieletto con una maggioranza da capogiro. Dovrebbe comunque farla, la finanziaria, ed affrontare il problema dell’IVA. Polemiche da cortile. E allora?

            Pur nell’euforia dell’estate e della vacanze ferragostane, i negozi sono vuoti. La gente non fa più la fila alle casse dei supermercati con i carrelli pieni di ogni bendidio. La crisi attanaglia il Paese, quello vero e se ne profila un’altra, ben maggiore, sul piano internazionale: la Brexit, il duello Cina-USA, Hong-Kong, la recrudescenza degli attentati a Kabul, la recessione tedesca, l’altalena dei titoli in borsa e così via.

            Non ci sono più soldi e, soprattutto, manca la speranza in un futuro leggermente migliore. I nostri politici se ne rendono conto? Comincio a pensare che non sappiano neppure di cosa parlano. Blaterano d’investimenti, di diritti civili, di cuneo fiscale, di salario minimo, di flat-tax, di riforme (parola magica), secondo un rito vecchio e non più credibile. Nessuno crede più in loro.

            La gente aveva fiducia in Salvini, l’uomo forte, quello che ha bloccato l’immigrazione (o, almeno, ci prova, nonostante la magistratura di sinistra) ma, ora, resta perplessa di fronte al casino provocato dalla Lega, che può portare a degli sbocchi imprevedibili dopo il delirio d’onnipotenza salviniano.

            Il primo, e il più importante, è che le cose restino tali e quali. Salvini fa ammenda e resta al governo, ma perderà consensi.

            Il secondo, è che si faccia un’accoppiata PD-5Stelle, una ripetizione dei disagi del governo giallo-verde in salsa giallo-rosa, con il ritorno sulla scena di Renzi e il declino di Zingaretti.

            Il terzo è che all’ammucchiata partecipi gioioso il Berlusconi, da sempre convinto d’essere l’ago della bilancia e il salvatore della patria. Il tutto, con un Parlamento che, comunque, non risponde più alla volontà degli elettori. Si può essere contenti? Credo proprio di no.

            A dirla fuor dalle righe, siamo governati da incompetenti e da incapaci. Passi per 5Stelle: sono nuovi e non si può pretendere che non lo siano. Ma gli altri? Vecchi lupi da corridoio, a caccia del potere. Financo Bersani, che si scontrò con Renzi e fallì nelle trattative di governo con 5Stelle, auspica adesso l’intesa PD-5Stelle, propugnata da Renzi, che fino a ieri diceva: mai con i grillini!

            Naturalmente, sempre nel superiore interesse del Paese ad avere un governo stabile ed efficiente. Sono buffoni, versipelle, facce di bronzo. Li abbiamo eletti, ma dovremmo pentircene. Non fanno gli interessi del Paese ma solo i loro. Dovremmo metterli tutti in un sacco e buttarli via.

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