Press "Enter" to skip to content

Date da ricordare

Il calendario di settembre è pieno di possibili rievocazioni storiche, spesso dimenticate. Tutti ricordano la data dell’11 settembre, quando in un attentato terroristico crollarono le due torri gemelle di New York e fu attaccato il Pentagono, con oltre 3.000 morti innocenti.

            Pochi ricordano che il 1° settembre 1939, le armate hitleriane attaccarono la Polonia, dando inizio alla 2° guerra mondiale che provocò all’incirca cento milioni di morti.

            Ricordiamo, invece, la data infausta dell’8 settembre 1943, soprattutto per ragioni eminentemente politiche connesse alla fine del regime fascista, alla dissoluzione dell’esercito italiano, alla fine della guerra contro gli Alleati e all’inizio della guerra civile. Come è stato autorevolmente detto, quella data segnò la fine della patria.

            Ma ci sono altre date, ancora, che sarebbe opportuno ricordare, che fanno parte della nostra storia, per i molti immemori, per le persone che quelle vicende vissero in parte con i loro nonni e i loro padri oppure in famiglia, per i giovani che poco o nulla conoscono della storia patria. Viviamo appiattiti in un presente senza spessore culturale, immersi in una società del gossip, dove si ride di Johnny of Maio e With You e non ci si arrabbia, perché si cerca di non pensare e di tirare avanti, con pochi soldi, scarse prospettive e molti problemi. Figurarsi se c’interessa la storia!

            La prima data è quella del 12 settembre 1919, appena un anno dopo la 1° guerra mondiale, con l’impresa di Fiume e D’Annunzio, un grande scrittore esecrato dalle generazioni del dopoguerra e quasi dimenticato. L’evento di Fiume non fu trascurabile, allarmò tutte le Cancellerie europee e costrinse l’allora governo italiano a far sentire la propria voce. Non ci furono molti morti, ma alcuni ci furono nel cosiddetto Natale di sangue. Dopo Fiume tutto fu diverso, anche se dannunzianesimo e fascismo non andarono mai d’accordo e le loro strade si separarono[1].

            La seconda data da ricordare è quella del 20 settembre 1870, quando le truppe italiane entrarono a Porta Pia e terminò il potere temporale dei Papi[2]. Oggi Roma, per quanto degradata, è naturalmente la capitale d’Italia e pochi ricordano le attese dei liberali e i vari tentativi falliti per ottenere questo risultato. In cinque ore di scontri morirono 49 ufficiali e soldati italiani e 19 pontifici. Davvero un’inutile strage per fermare il corso degli eventi. Finiva così la storia plurimillenaria dello Stato della Chiesa. Un evento, che nella dimenticanza generale, oggi, è diventato appropriazione solo di sparuti gruppi di laici integralisti.

            Per rievocare compiutamente questi due eventi e le loro implicazioni allego due diverse memorie.

            Se siete curiosi, potete semplicemente leggerle, se v’interessano, potete stamparle e anche diffonderle. Potrebbero essere utili ai vostri figli o ai vostri nipoti. La nostra storia ha radici antiche, ma chi è senza radici non ha futuro, neppure nella società dell’apparire, del business e del web.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram