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‘Zona bianca’: scenario sempre più concreto. La Valle d’Aosta sarebbe la prima regione ad entrare nel quarto spazio cromatico

AOSTA – Se si realizzerà questo obiettivo, confermato anche dalla situazione sanitaria, la Valle d’Aosta potrà sfoggiare il primato di prima regione, in Italia, a conquistare la ‘zona bianca’. Dimensione in cui la quotidianità ritornerebbe quasi normale.

In teoria, i numeri ci sono tutti: riduzione continua e consistente dei contagi, pressione sanitaria più che soddisfacente, Terapia Intensiva quasi vuota e nuovi positivi diminuiti con cadenza giornaliera. In pratica, spetta al Ministro della Salute Roberto Speranza decidere se riconoscere questa inconfutabile realtà epidemiologica raggiunta dalla Valle d’Aosta.

I dati parlano chiaro e, soprattutto, riflettono quanto imposto dalle normative del governo centrale. Da tre settimane consecutive si registrano numeri inferiori a 50 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti. Di più. La riduzione dei ricoveri è continua; da giorni, non superano i dieci. In Terapia Intensiva sono rimasti due pazienti da oltre una settimana.

L’ingresso in questa fascia, la quarta, equivarrebbe a circolare con massima libertà, significherebbe l’abolizione del coprifuoco e, soprattutto, la riapertura di tutte le attività commerciali, di palestre, piscine, musei, teatri. Rimarrebbero, comunque, in vigore l’uso della mascherina e il divieto di assembramenti.

La ‘zona bianca’, quindi, restituirebbe una quotidianità normale. E, per la situazione sanitaria riscontrata in Valle d’Aosta, questo balzo in avanti non è più un miraggio. Le rinunce dei valdostani meriterebbero questo ‘regalo cromatico’.

Se l’incidenza dei contagi si è attestata su livelli così bassi, lo si deve al senso di responsabilità della maggior parte della popolazione. Le varie, insignificanti trasgressioni non fanno testo. Lo scenario di tipo 1 si può dire sia alle porte. Al Ministro Speranza è affidata la decisione definitiva di liberare la regione alpina più piccola d’Italia dal ‘giogo’ delle restrizioni. In caso di risposta affermativa, potrebbe anche essere annullato lo stop alla riapertura delle stazioni sciistiche, nell’osservanza, beninteso, delle norme anti Covid.

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