Press "Enter" to skip to content

Valle d’Aosta vicina alla ‘zona gialla’. Da oggi, l’avvio dei sette giorni cruciali

AOSTA – Settimana fondamentale quella appena cominciata. Il riscontro epidemiologico sentenzierà la permanenza in ‘bianco’ o la retrocessione in ‘zona gialla’.

Stando al balzo gigantesco dei contagi (83), registrato ieri, 12 dicembre, sembra scontato il passaggio nella zona cromatica in cui le restrizioni non sono le più severe, ma impongono la massima attenzione. Si preannuncia un Natale molto ridimensionato.

Il cambio cromatico è determinato dall’incidenza settimanale dei nuovi casi di positività ogni 100 mila abitanti, dal tasso di occupazione dei reparti ordinari (15%) e da quello delle Terapie Intensive (10%).

I 219,94 casi di incidenza pongono la Valle d’Aosta fra i territori in cui la variazione cromatica sembra inesorabile. La scorsa settimana (5/11 dicembre) l’incidenza dei contagi era di 58,9 ogni 100 mila residenti e l’occupazione del 6% nei reparti ordinari. In terapia Intensiva del ‘Parini’ si contano, ad oggi, due pazienti.

Tutto si gioca, quindi, nella settimana agli esordi, dal 13 al 19 dicembre. Venerdì 17, si riunirà, come di consueto, la Cabina di regia dell’Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute. In base al risultato della situazione contagi annuncerà, o meno, il nuovo colore della Regione alpina.

Un possibile passaggio oggetto di analisi anche nel Consiglio regionale della scorsa settimana.

Il Presidente Erik Lavevaz ha manifestato la preoccupazione relativa ai numeri in continuo aumento “allarmanti per la prospettiva e la rapidità di crescita”, ha sottolineato.

Ha, pertanto, ribadito la necessità e l’urgenza di vaccinarsi. “Siamo chiamati alla responsabilità comune, nell’interesse di tutti, del nostro sistema sociale ed economico, per dimostrarci una comunità capace di solidarietà e coesione”.

Il ritorno in ‘zona gialla’, prevede l’obbligo della mascherina anche all’aperto e per bar e ristoranti; un numero massimo di quattro persone sedute al tavolo, ad eccezione di conviventi, con distanza minima di un metro; una capienza ridotta del 50% nei cinema, teatri. sale da concerto e stadi e del 35% per gli impianti sportivi al chiuso.

S.L.

Please follow and like us:
error
RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram