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Vaccini, terza dose a tutti: nessuna tempistica, ma l’obiettivo non sembra così lontano

AODTA – ‘Dose booster’, ovvero richiamo. La terza dose di profilassi anti virus Sars-CoV-2 non è più relegata nel ‘limbo’ delle ipotesi, ma sta assumendo i contorni di una reale possibilità.

Qualora la classe medico-scientifica ne decidesse l’avvio verrebbe somministrata, in primis, alle categorie fragili per arrivare, poi, ad una vaccinazione nazionale. Scenario che verrà, in ogni caso, commisurato all’esito della risposta immunitaria delle due dosi.

Emerge la cautela, ma non l’esclusione di questa dose ‘rafforzativa’ rivolta, soprattutto, agli over 60, ma non solo. E’ possibile, in effetti, l’inoculazione anche per le fasce più giovani.

L’esempio ‘pilota’ arriva da Israele dove la terza somministrazione vaccinale è stata avviata da mesi, in tutta la popolazione.

Una voce scientifica autorevole raccomanda di non indugiare oltre. Andrea Crisanti, Direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova, è esplicito: “Se vogliamo scongiurare l’attuale situazione sanitaria che sta sconvolgendo la Gran Bretagna, la terza dose di vaccino dovrebbero farla tutti”.

Richiama, in particolare, l’attenzione del personale sanitario: “Ritengo urgente, nonché di fondamentale importanza – sottolinea – la somministrazione, in questo settore, della terza dose che considero un vero e proprio programma di sanità pubblica a lungo termine”, conclude lo Scienziato Andrea Crisanti.

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