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Usl impegnata nella sostituzione (non facile) degli infermieri sospesi

AOSTA – La sospensione degli infermieri che hanno rifiutato il vaccino anti Covid ha originato un serio problema di sostituzione all’azienda sanitaria Usl. Sono cinquantuno gli operatori non vaccinati; di questi, otto hanno provveduto a regolarizzare la loro posizione e sono ritornati in servizio. Si tratta di due oss, un tecnico di radiologia e due infermieri.

“Al momento – si legge in una nota dell’Usl – non si riscontrano situazioni di criticità per quanto attiene alla sostituzione delle professionalità già sospese. Ovvero, una trentina di operatori”.

Rimane ancora irrisolto il problema dei paramedici. Specifica l’azienda sanitaria: “Ad oggi, il numero degli infermieri che hanno accettato l’assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato non è sufficiente a coprire i posti che risulteranno vacanti. Nel caso in cui non si riesca ad assumere un numero sufficiente, stiamo valutando misure organizzative alternative, come la proposta di ore aggiuntive retribuite in libera professione aziendale e altre misure riorganizzative che permettano di arrivare, senza gravi problemi, alla data di assunzione dei nuovi infermieri”.

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