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Ucraina: Oblati Maria Immacolata, di Aosta, collaborano con Caritas ucraine: “Cibo razionato. Code di 4/5 ore”

AOSTA – “I nostri Missionari, presenti in Ucraina, ci scrivono per informarci della drammatica situazione in cui vive chi ancora non ha lasciato il Paese – esordisce Padre Gregorio, Parroco della parrocchia di Maria Immacolata, nel quartiere Cogne, di Aosta -. Il cibo comincia ad essere razionato. Persino il pane. E ci sono code in cui l’attesa è di quattro, cinque ore per reperire alimenti di prima necessità”.

Parrocchia Maria Immacolata

E’ un impegno totale quello profuso dai sacerdoti Oblati di Maria Immacolata, ad Aosta. Un compito svolto con grande slancio, nella consapevolezza che, soltanto un contributo corale, può contribuire a lenire l’immane tragedia che sta vivendo il popolo ucraino. Una popolazione disintegrata da un conflitto bellico insensato, ingiustificabile.

Dal capoluogo regionale partono le offerte donate dalla Procura delle Missioni. “Grazie alla generosità di tutti voi – informano i Missionari – siamo riusciti ad inviare già 20.765 euro a sostegno dell’Ucraina”. Una raccolta fondi rafforzata da questo interscambio di Parrocchie e Fondazioni.

Missionarie della Carità, in Ucraina

I Missionari Oblati della capitale ucraina stanno aiutando le Missionarie della Carità, di Madre Teresa di Calcutta, ad evacuare gli invalidi dal loro domicilio, considerata l’infausta possibilità che le Religiose debbano fuggire da Kiev.

La nostra parrocchia di Rokitne – comunicano gli Oblati del Paese assediato – ha ospitato per la notte un gruppo di bambini con i loro accompagnatori che stanno cercando di raggiungere la frontiera”.

In questa incredibile gara di solidarietà emerge anche l’opera di sostegno assicurata dalla Polonia, il Paese che ha accolto il maggior numero di profughi; un numero sproporzionato alla capienza al punto da costringere il Governo ad innalzare ‘bandiera bianca’, considerata l’oggettiva impossibilità di ospitare altri ucraini in fuga.

Caritas a Kiev

La mole di richieste è inimmaginabile. L’abnegazione dei popoli e degli amministratori dei Paesi confinanti lo è altrettanto. Religiosi e laici all’unisono per confortare chi non ha più lacrime, chi ha perso tutto, ma non il coraggio e la dignità. L’orgoglio di essere ucraini e di rivendicare il diritto all’indipendenza del loro Stato.

Padre Gregorio ribadisce: “Come Oblati di Maria Immacolata sosteniamo l’Ucraina avvalendoci dei Padri e delle nostre comunità presenti sul territorio. Collaboriamo anche con la nostra Procura delle Missioni, a Roma” . Tiene, inoltre, ad informare, come il denaro donato durante le ‘Vie Crucis’ e offerto in altre celebrazioni venga, interamente, destinato alla popolazione Ucraina.

E, non è difficile credere, che i fedeli della Parrocchia , di via Lexert, ma non solo, sappiano rispondere con ammirevole generosità all’appello giunto da un Paese lontano, ma vicino all’Italia e, nello specifico, alla Valle d’Aosta, Regione dove vivono molte lavoratrici, badanti soprattutto, provenienti da quell’area dell’Est Europa. Gli ‘Angeli custodi’ dei nostri anziani che, ora, accolgono i loro connazionali disperati e privati di tutto ciò che avevano costruito nel corso della vita.

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