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Ucraina: accolte dalla Parrocchia di Sant’Orso tre famiglie di profughi

AOSTA – Sono arrivati in Valle d’Aosta tre nuclei famigliari di profughi ucraini. Un viaggio estenuate, il terrore delle bombe, l’angoscia dell’incognito e il dolore senza fine di aver lasciato nella loro terra, ormai distrutta, altri famigliari.

Parrocchia di Sant’Orso

Sono stati accolti in alloggi messi a disposizione a Sant’Orso, la parrocchia nel ‘vieux bourg’ della città che sta rispondendo alle richieste di aiuto avvalendosi anche della encomiabile gara di generosità del popolo valdostano.

Sacerdoti e diaconi possono contare, inoltre, sulla rete di contatti con le Caritas allestite in Ucraina, Stato dell’Est Europa dove è presente Yuri, il collaboratore del parroco, Don Aldo Armellin.

Yuri, ucraino di nascita, non ha esitato a raggiungere la sua terra all’esplosione del conflitto bellico scatenato da Vladimir Putin. “Voglio ritornare a fare il soldato”, ha detto prima di partire.

Il suo aiuto sul posto si rivela di fondamentale importanza per dare indicazioni ai suoi connazionali. Famiglie fuggite con le poche cose che sono riuscite a prendere, nel terrore generale.

Le donne ucraine, la vera ‘colonna’ di questa tragedia. Coraggiose, pronte a lenire la disperazione delle loro madri, il pianto convulso dei loro bambini. Donne che hanno perso tutto, ma non la dignità e l’elevato senso di gratitudine verso tutti coloro che porgono un caloroso sostegno, un abbraccio fraterno nell’immane dramma della loro vita.

S.L.

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