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Titolari maneggi: “La maggior parte non ha ricevuto il bonus da 600 euro”

AOSTA – ‘Profondo rosso’ per i titolari dei maneggi valdostani. Le rassicurazioni del governo centrale sono cadute nel vuoto. Il settore arranca. Alcuni hanno scelto di chiudere. Chi ha continuato a lavorare esprime preoccupazione e delusione. “Siamo stati dimenticati”, rincarano, ricordando la totale assenza dei sostegni economici assicurati dai governatori.Stiamo sempre aspettando il bonus da seicento euro tanto sbandierato dal governo di Roma”.

Denise Thiébat, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica ‘Equus Vallée’, di Challand Saint Victor, ha continuato l’attività, seppure le tre colorazioni abbiano stravolto la gestione, in termini consistenti.

‘In zona rossa – dice – accogliamo soltanto i proprietari e gli affidatari dei cavalli. In quella arancione, l’ingresso è limitato ai tesserati. Vietato ai turisti. Nella ‘zona gialla’, potremmo ricevere tutti. Ma siamo a livello di teoria. Come è possibile se nessuno si muove?” Sottolinea che durante l’estate “abbiamo visto qualche cliente. Ma tutto molto contenuto”.

Anche i vari week end sono contrassegnati dalla mancanza totale di turisti. Agli affidatari è concesso di frequentare il maneggio per un massimo di due giorni alla settimana e non più di tre alla volta.

“L’uso delle mascherine è imposto anche in selleria, locale dove si entra uno alla volta”, specifica Denise Thiébat. E quando le viene chiesto se intravvede uno sbocco, risponde, laconica: “Buio totale. Dipendiamo dal governo”.

Chi non ha risentito delle drammatiche conseguenze pandemiche è il maniscalco Michel Pelliccioni. “Il benessere degli animali non deve essere compromesso neppure da una emergenza sanitaria di queste dimensioni – dichiara -. Equini, bovini e ovi-caprini hanno gli stessi ritmi e vanno sempre seguiti”.

I cavalli, anche se inattivi, devono essere curati, soprattutto per quanto riguarda la podologia, con il pareggio delle unghie e la ferratura degli zoccoli.

Anche per i bovini è di fondamentale importanza non trascurare il pareggio degli unghioni. Basilare, poi, per gli ovi-caprini scongiurare l’infezione ai piedi. In pratica, le mie giornate lavorative non hanno subito alcuna variazione”, conclude l’unico maniscalco professionista rimasto in Valle d’Aosta.

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