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Titolare Circo Montemagno/Moira Orfei: “Un incubo senza fine. Fermi da un anno. Aspettiamo ristori promessi”

AOSTA – “Soltanto per il cibo degli animali, tra cui otto grandi felini, spendiamo cinquecento euro alla settimana. Agli ultimi tre ragazzi aiutanti che sono rimasti con noi diamo duecento euro settimanali. Furgoni e mezzi pesanti sono bloccati, ma dovremo rinnovare l’assicurazione. Luce, gas e il nostro mantenimento hanno un costo. Aspettiamo ancora la Cassa Integrazione. Siamo arrivati agli sgoccioli. Se il governo non permette il riavvio dell’attività non vedo un futuro”.

Daviso Montemagno, titolare del circo ‘Montemagno-Moira Orfei’, presenta il conto della situazione in cui sta vivendo la grande famiglia di questo circo, il primo in Italia; cha^piteau sotto cui si esibiscono trentacinque artisti, oltre agli animali.

Daviso Montemagno

“Tra il 2020 e l’inizio del 2021 abbiamo ricevuto un contributo di 3.600 euro. Mi chiedo come si possa andare avanti – sottolinea Montemagno -. Siamo fermi a Latina, la nostra sede, da oltre un anno. Abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata dai rappresentanti degli spettacoli viaggianti, a Roma, in piazza del Popolo. Alcuni politici hanno ascoltato le nostre rimostranze. Speriamo in uno sblocco. Speriamo di poter ripartire. E’ un disastro”. Tiene a ringraziare la Caritas da cui riceve un sostegno per nutrire almeno tigri e leoni, grandi felini che mangiano dieci chili di carne al giorno.

Colpiscono la serenità e la dignità con cui si esprime il titolare del Circo. Un tono pacato, tutt’altro che rassegnato, ma consapevole di una realtà, ad oggi, immutabile. Guardare avanti, però, è difficile. Vivere alla giornata è l’unica àncora di salvezza per questi lavoratori, nostri connazionali, abituati a convivere con l’alternarsi dello sfavillio dei trionfi e il buio totale di periodi infausti. Una luce flebile dovrebbe arrivare, a giorni con gli 800 euro, per un trimestre, in favore degli artisti e personale ausiliario.

La tanto attesa ripartenza potrebbe essere vanificata dall’imposizione ministeriale di un’accoglienza con pubblico dimezzato. Il Circo Montemagno-Moira Orfei dispone di due tendoni: uno con una capienza di 1.200 persone; un altro con 2.500 posti a sedere.

Qualora potessimo ripartire, dovremmo essere autorizzati ad accogliere almeno mille spettatori. In caso contrario, non potremmo affrontare le spese”, fa sapere Daviso Montemagno. Aggiunge: “All’esplosione della pandemia eravamo a Varese. Siamo partiti, nell’immediato, per Latina con notevoli spese per tutto un insieme di cose impreviste e, quindi, organizzate con la massima celerità”.

Ricorda il programma degli spettacoli, in quel periodo: “In calendario avevamo inserito la Valle d’Aosta, regione molto cara alla ‘zia Moira’. Aosta non mancava e non manca mai nelle nostre tournée. E’ un pubblico molto caloroso, che ci accoglie con grande entusiasmo. La vera linfa per noi circensi. Ma, è sicuro, che non appena ci verrà concesso il riavvio, ritorneremo sulla vostra piazza”.

In questa attesa, ripercorre alcuni degli attimi salienti dello spettacolo in cui è sempre viva la ‘presenza’ dell’indimenticabile Moira Orfei Nones, moglie del grande domatore di tigri e leoni Walter Nones e mamma di Lara e Stefano, quest’ultimo figlio d’arte, in perfetta sintonia con le sue ‘amiche tigri’.

Al termine di ogni spettacolo – puntualizza Montemagno – tutti gli artisti entrano in pista, ballando e portando ognuno una bandiera . Ad un certo punto, il blackout nello cha^piteau. Pochi secondi, la luce si riaccende e compaiono le ballerine con le bandiere su cui spicca il saluto a ‘Moira forever'”, la chiosa conclusiva di Daviso Montemagno.

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