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Terza dose, Direttore Usl Giardini: “Previsto l’avvio a metà prossima settimana”

AOSTA – “A seguito delle disposizioni ministeriali relative alla somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid ci siamo attivati, da subito, per organizzare le somministrazioni riservate, a breve, agli immunocompromessi, ultra 80enni e ospiti delle RSA”.

Guido Giardini

Guido Giardini, Neurologo, Direttore generale dell’azienda sanitaria Usl Vda, anticipa come l’avvio di questa tipologia di vaccinazioni sia stato programmato tra mercoledì e giovedì di questa settimana e sia rivolto ai dializzati e pazienti oncologici. Seguiranno, poi, i pazienti costretti ad assumere alte dosi di cortisonici e farmaci, immunosoppressori, cioè i malati di sclerosi multipla e con malattie reumatologiche infiammatorie.

Parliamo di una ‘platea’ di duemila persone circa – informa il dottor Giardini -. Abbiamo stimato un migliaio, circa, gli ospiti delle Residenze Sanitarie Assistite e 9.600 gli ultra ottantenni. A quest’ultima categoria – ricorda il Direttore Usl – sono già state somministrate le due dosi nella misura dell’85%“.

La terza dose verrà garantita anche alle persone fragili, affette, cioè, da patologie croniche come diabete, malattie cardio vascolari, ipertensione. Delle 14.000 incluse in questo ‘capitolo’, ne sono già state vaccinate 11 mila, l’85%.

Ancora Guido Giardini: “Le profilassi anti Covid somministrate ai giovani in età compresa tra i 12 e i 15 anni hanno raggiunto il 55%. Il 68% è la percentuale riferita ai 16/17 anni. Al momento, siamo fermi con i dodicenni. Stiamo aspettando i dati”. Sottolinea: “Questa terza dose contribuisce a scongiurare la ricaduta nella malattia anche per chi ha completato il ciclo vaccinale, come è stato appurato dalla Scienza. Ricadute con numeri molto contenuti e, soprattutto, con forme patologiche leggere. Sono molto favorevole a questo ‘richiamo’, considerato il persistere dell’infezione e delle varianti”.

Terza dose, decisione governativa che sta suscitando le perplessità anche dei cittadini più che favorevoli alla vaccinazione. Molti i dubbi, poche le certezze riferite al potenziamento della sua efficacia. La lotta contro il Sars CoV-2 continua a sconvolgere l’opinione pubblica, innescando reazioni impensate anche in coloro che hanno sempre considerato i vaccini un’arma molto valida per annientare malattie letali o fortemente invalidanti.

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