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Termoscanner assenti nei super e ipermercati della città. L’eccezione è in un discount di Sarre

AOSTA – Il contrasto al contagio da Sars-CoV-2 passa anche attraverso l’installazione di misuratori della temperatura corporea nei centri di grande distribuzione.

Gli esercizi commerciali del settore in attività nel capoluogo regionale sono privi di questi dispositivi elettronici, di altissima precisione, studiati per misurare la temperatura corporea dei clienti, segnalando se supera i 37,5°. Caso in cui la persona viene fermata e invitata ad uscire.

Ad oggi, l’unico esercizio commerciale dotato di Termoscanner è un Discount all’ingresso del territorio comunale, di Sarre, dove questo strumento è posto poco oltre la porta scorrevole di ingresso.

I Termoscanner si rivelano di fondamentale importanza per bloccare, all’istante, chi risulta con una temperatura corporea anomala e, quindi, con possibilità di essere positivo al contagio da Covid-19.

Si tratta di strumenti autonomi, di elevata tecnologia, posizionabili ovunque. Sono dotati di sensori a infrarossi, in grado di selezionare fino a 50 persone al minuto. La segnalazione acustica e visiva dà l’ok, o meno, al passaggio.

Molti cittadini sollecitano la politica regionale e comunale ad analizzare questa mancanza ritenuta grave per la prevenzione del contagio. Il consistente afflusso di persone in questi esercizi in cui si vendono generi di prima necessità potrebbe rivelarsi una significativa fonte di trasmissione del virus. Stupisce come ‘catene’ di centri commerciali con connotazione europea non si dotino di questi segnalatori infallibili per combattere una pandemia che ha messo in ginocchio l’intero pianeta.

Sono sempre più numerosi i cittadini che chiedono sia al Presidente della Regione Erik Lavevaz, sia al sindaco di Aosta Gianni Nuti di coinvolgere le rispettive Assemblee per esaminare l’opportunità di un confronto con titolari, gestori e direttori di questi riferimenti commerciali affinché si premurino di dislocare i Termoscanner agli ingressi. “E’ inutile – dicono – contare quante persone entrano per non creare assembramenti se, poi, qualcuna di queste è positiva, asintomatica e, quindi, veicolo di contagio”.

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