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Tentato omicidio macellaio Ferré: condanna definitiva a 8 anni per Lale Demoz

AOSTA – Camillo Lale Demoz, 78 anni, impresario di Quart, sconterà gli otto anni di reclusione inflitti, nel primo grado del processo, dal gup del Tribunale di Aosta, il 17 marzo 2020. L’accusa era di tentato omicidio nei confronti di Olindo Ferré, proprietario della macelleria, al Pont Suaz, nel Comune di Charvensod.

Camillo Lale Demoz

Condanna confermata dalla Corte di Appello, di Torino, contro cui era stato presentato ricorso bocciato, in ultima istanza, dalla Corte di Cassazione. L’11 gennaio 2019, Lale Demoz, che non ha mai confessato di aver aggredito l’amico, era stato posto agli arresti domiciliari. Il gup di Aosta aveva anche disposto il pagamento di una provvisionale di 100.000 euro a ciascuno dei danneggiati come risarcimento danni.

I legali difensori di Lale Demoz Viviane Bellot e Antonio Rossomando avevano chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove, sostenendo che: “sulla scena del crimine c’era una terza persona. Ci sono tracce genetiche – avevano affermato – di un terzo contributore che non è stato identificato”.

Era il primo ottobre 2018 e, secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti, il macellaio, poco dopo mezzogiorno, si era recato nel capannone di Lale Demoz, a Quart, per contrattare l’acquisto di alcuni capi di bestiame. La discussione era, poi, degenerata per una diatriba sulla somma da pagare.

L’abbondante vino bevuto da entrambi, come hanno appurato le forze dell’ordine, aveva contribuito ad infiammare il diverbio al punto da portare Lale Demoz ad afferrare una zappa con cui si era avventato sul macellaio, colpendolo alla testa, soprattutto. Ferite profonde che, per un intreccio benevolo del destino, non avevano causato la morte del macellaio, rimasto esanime sul pavimento fino al tardo pomeriggio.

Era stato il figlio Primo che, non vedendolo rientrare, si era recato nel capannone, scoprendo il padre a terra, in un lago di sangue.

La lunga degenza all’ospedale ‘Parini’, di Aosta, gli interventi chirurgici in altri nosocomi fuori Valle e le lunghe sedute di riabilitazione hanno permesso a Olindo Ferré di ritornare a casa, di riprendere una vita quasi normale. Per lungo tempo, è stato anche ospite di una Residenza assistita, di Aosta, dove le premure del personale infermieristico e ausiliario e le terapie riabilitative hanno contribuito a migliorare la situazione fisica e mentale.

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