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Scuola media St.Roch: rifiutata l’iscrizione ad alcuni disabili perché non residenti ad Aosta

AOSTA – La denuncia di un genitore, in particolare, porta alla luce una problematica in perfetta antitesi con l’integrazione sociale e, soprattutto, scolastica.

Di più. Nell’esclusione dalle scuole medie rientrano anche i corsi di musica. Il genitore di un alunno di 11 anni, affetto da una grave disabilità mentale, residente a Quart, testimonia: “E’ molto frequente che, al termine delle elementari, le famiglie scelgano istituiti scolastici di Aosta per l’iscrizione alle medie“.

Per i ragazzi che chiedono l’iscrizione al corso di musica è prevista una graduatoria propedeutica al test attitudinale. “Nostro figlio non potrà mai fare il test in quanto è già stata respinta la domanda scolastica”, sbotta la madre che chiede di sapere almeno i motivi del rifiuto.

La conseguenza immediata di questa situazione incomprensibile è riassunta in un’unica, dolorosa realtà: “Mio marito sarà costretto a lasciare il lavoro per stare accanto alla figlia. Io dovrà diminuire le ore di lavoro con relativa riduzione dello stipendio”.

Tristezza, disorientamento, delusione di dover gestire un contesto inammissibile nella società del Terzo millennio. “Ho potuto verificare – dichiara il genitore dell’undicenne – che alcuni ragazzi, seppure non residenti nel capoluogo regionale, sono stati ammessi al corso musicale. Ragazzi che, però, non sono disabili”, sottolinea.

Siamo di fronte ad una discriminazione inaccettabile. “La scuola media, di Quart, – riferisce la madre del giovane disabile – non ha mai accettato di chiudere il sabato e tenere aperte le aule nel pomeriggio. In altre scuole non è possibile l’iscrizione per problemi di orario. Per nostro figlio significa frequentare, al mattino, le scuole medie a Quart e, di conseguenza, trascorrere il pomeriggio a casa, in totale solitudine. Tengo a ricordare il suo deficit mentale che potrebbe riservare conseguenze molto serie”.

Questa circostanza surreale si riscontra in uno degli ambienti considerato, da sempre, l’apice della piramide della socializzazione, dell’apertura, a 360 gradi, agli studenti meno fortunati. “Chiederemo l’intervento delle assistenti sociali – annunciano i genitori dell’adolescente -. Non è pensabile di dover perdere il lavoro per seguire nostro figlio, solo perché una istituzione scolastica non viene incontro a normali richieste. In quale società stiamo vivendo?”, l’angosciante interrogativo di due genitori stravolti da una situazione anomala.

Guido Cossard

Il Dirigente scolastico dell’Istituzione scolastica Saint Roch Guido Cossard si premura di puntualizzare un aspetto di fondamentale importanza alla base di quanto accaduto: “L’esplosione della pandemia ha imposto un notevole ridimensionamento dell’ambiente scolastico. Dobbiamo attenerci, in maniera scrupolosa, alle normative ministeriali, garantendo, in primis, l’assenza di assembramenti nelle aule. Non possiamo sforare dal numero di alunni sancito dal Governo centrale. E questo, indipendentemente dallo stato fisico o mentale. La sicurezza scolastica, innanzitutto”, sottolinea Cossard, esprimendo il suo rammarico per non poter esaudire le richieste di molti genitori. Aggiunge: “Sono, inoltre, tenuto ad iscrivere gli alunni residente in zona, come stabilito dalla normativa Regione”, conclude il ‘vertice dell’Istituzione scolastica St.Roch, in corso Ivrea.

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