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Siccità, l’allarme degli imprenditori agricoli. Gerbore: “Preoccupano le colture in collina”

AOSTA – L’estate asciutta del 2021 ha compromesso, in termini consistenti, le colture in collina. Problemi minori, al contrario, per quanto attiene alla situazione delle zone pianeggianti.

André Gerbore, imprenditore agricolo, di Sarre, neo Presidente della Cave des Onze Communes, esprime la sua apprensione per quanto riguarda la viticoltura: “Prevediamo un raccolto di trenta, trentacinque quintali in meno. Nell’inverno appena trascorso ha nevicato due volte, originando una primavera e un’estate asciutte. In questo periodo, contiamo sullo scioglimento dei ghiacciai che, più o meno, alimentano le sorgenti, Ma la nostra vera preoccupazione è sul lungo periodo“.

Menziona il piano in atto da parte della Regione mirato allo studio di come agire per scongiurare danni irreversibili causati da una siccità, mai vista di queste dimensioni, in Valle d’Aosta, la patria dei ghiacciai più alti d’Europa. “Al momento l’acqua non manca – informa Gerbore -. Ma il terreno non ha riserve idriche ed è asciutto nell’area sottostante”.

Specifica le modalità di irrigazione dei vigneti: “Irrigazioni di soccorso per scongiurare lo stress idrico alla vite. La vera preoccupazione, nel futuro imminente, è relativa alle rese. Non ci allarma la qualità, bensì la quantità”.

Riporta l’attenzione su frutta, ortaggi e vite, ribadendone la qualità del prodotto. Ma, puntualizza come la scarsità di acqua influisca, in negativo, sugli ortaggi, considerato che le radici affondano nel terreno di pochi centimetri e, quindi, non assorbono acqua a sufficienza. La frutta, patisce meno, avendo radici più lunghe. Al riparo da questo rischio sono i vigneti radicati ad una profondità sufficiente a ‘catturare’ una quantità adeguata di acqua.

In proposito, accenna alla peronospera, la malattia fungina che colpisce anche i vigneti.

Il problema, per fortuna, non esiste, al momento – garantisce André Gerbore -. Questo fungo ‘rifiuta’ il caldo torrido e, quindi, non abbiamo alcun timore di attacchi ai nostri vigneti”, conclude.

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