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Siccità in Valle d’Aosta: temperature torride, fiumi e torrenti ‘assetati’, ghiacciai senza neve

AOSTA – Estate 2003: chi non la ricorda? La colonnina di mercurio sale a livelli mai visti in Valle d’Aosta. Giornate roventi con notevole impatto sulla salute pubblica. Colpi di calore che causano gravi problemi cardiaci, e non solo. Nell’estate 2022 si sta vivendo la stessa situazione anomala.

Edoardo Cremonese, esperto di cambiamenti climatici dell’Arpa Vda, descrive il contesto macro della siccità regionale: “Il periodo invernale, compreso tra Novembre e Maggio, si è caratterizzato come il meno piovoso degli ultimi cento anni. Nello stesso periodo, si sono registrate temperature molto elevate. Un’anomalia in cui si sono inserite soltanto alcune settimane più fresche della media. La similitudine delle stagioni estive delle due annate menzionate si differenzia per quanto attiene alle precipitazioni piovose. Nell’anno in corso si registra meno della metà di acqua. Lo scenario, quindi, non può che essere molto preoccupante”.

Dora Baltea

L’allarme siccità non si placa neppure nella Valle dei Quattromila d’Europa. Anzi, si registra una riduzione di un terzo di neve. A fine aprile, il massimo di accumulo è stato di uno, due metri. Una scarsità devastante riversata sulla ‘secca’ di fiumi e torrenti. Ne consegue, pertanto, una preoccupante penuria idrica.

Oggi – riprende Edoardo Cremonese – ci troviamo nella stessa realtà climatica registrata nella metà di agosto. Sarà, quindi, un’estate torrida con scarsità di acqua, soprattutto nelle vallate prive o povere di ghiacciai. Le vallate centrali, con componente glaciale residuata“, anticipa, in chiusura, l’esperto di cambiamenti climatici.

Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha annunciato l’istituzione di un Comitato di coordinamento nazionale degli Osservatori alle Autorità di bacino.

Il fiume Po

Stiamo istituendo un ‘Tavolo politico istituzionale’ di alto profilo – sottolinea – per fare un quadro di insieme delle misure a livello nazionale. L’emergenza acqua si sta estendendo”, ribadisce.

Il destino dei colossi di ghiaccio, ‘arsi’ dalla irrilevante presenza di neve, è segnato e porta con sè i suoi diretti ‘eredi’: fiumi e torrenti che, in Valle d’Aosta, non hanno mai raggiunto livelli così bassi. La Dora Baltea risulta con una desolante scarsità di acqua soprattutto nel tratto della Bassa Valle. Al minimo storico sono anche le dighe di Valgrisenche e Place Moulin.

L’allarme riguarda anche la produzione di energia elettrica e, in termini più impellenti, il settore agricolo. Da qui l’appello a “fare un uso molto oculato delle scarse risorse idriche nell’innaffiare i campi e nel contesto domestico”.

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