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Senza ossigeno sulla vetta del Dhaulagiri. L’impresa di Marco Camandona e Pietro Picco

AOSTA – E’ uno degli Ottomila scalati da Marco Camandona; per la precisione, è il decimo raggiunto dall’alpinista aostano, un fuori classe delle vette più alte del mondo. Per Pietro Picco, guida alpina di Courmayeur, è l’avvio di future performance alpinistiche altisonanti.

Il Dhaulagiri

Sono partiti dalla Valle d’Aosta il 30 agosto scorso e, dopo un mese dall’inizio della spedizione, hanno issato il tricolore sulla vetta del Dhaulagiri (8.167 metri), il 1 ottobre.

Una scalata resa ancora più coinvolgente dall’assenza dell’ossigeno supplementare. Una scelta consolidata che ha caratterizzato tutte le imprese alpinistiche di Marco Camandona a cui si è allineato il compagno di scalate Pietro Picco.

Queste le date che hanno portato alla conquista del Dhaulagiri. Il campo base è stato raggiunto il 13 settembre; la fase di acclimatamento a fine mese. La salita al Campo2 (6.400 mt), realizzata il 28 settembre. In questa area, i due alpinisti hanno dormito due notti, per, poi, raggiungere il Campo3 (7.200 mt) a fine settembre, giorno in cui, intorno alle 23,00, è iniziata l’ascesa verso la vetta dell’Ottomila, conquistata alle 7.45, ora locale in Nepal.

Nel Palmarès di Marco Camandona, guida alpina di Valgrisenche, mancano i rimanenti quattro Ottomila dello Stato del Pakistan; sono il Nanga Poarbat (8.126), il Gasherbrum I (8.068), il Peak (8.047) e il Gasherbrum II (8.035).

Questo Ottomila è l’ultima vetta dei quattordici conquistati in terra nepalese dall’alpinista di Aosta.

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