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Scuola, 5 in condotta agli studenti contrari alla mascherina in aula. Dirigenti scolastici aostani: “Automatismo improduttivo”

AOSTA – Lezioni online, didattica a distanza e, a pochi giorni dall’apertura delle scuole, l’interrogativo-rovello sulle misure di sicurezza più adeguate per garantire l’incolumità degli studenti in classe.

In ‘pool position’ rimane l’uso della mascherina anche nell’aula. I presidi sono schierati su due fronti opposti. Gli inflessibili all’utilizzo del dispositivo di protezione individuale durante le lezioni propongono il cinque in condotta per i trasgressori. Vale a dire la sospensione per non la indossa. I dirigenti scolastici più moderati sostengono come la linea dura sia controproducente. Della serie: le punizioni non correggono, semmai inaspriscono la situazione e potrebbero innescare un ‘braccio di ferro’ insensato tra studenti e insegnanti che non produrrebbe il risultato prioritario: una scuola in sicurezza.

Susanna Occhipinti Dirigente scolastico dell’Istituto ‘Manzetti’, di Aosta, prende le distanze e dichiara: “Come Collegio dei docenti non abbiamo deliberato nulla nel merito. Abbiamo, per contro, caldeggiato la reperibilità delle famiglie”.

In relazione al tanto dibattuto cinque in condotta, ha le idee molto chiare: “E’ un giudizio che si esprime a fine anno scolastico. Non parliamo di un provvedimento immediato, ma, qualora dovessimo applicarlo, verrebbe supportato da corsi di classe. In questo particolare periodo, se lo studente si presenta a scuola privo della mascherina avvertiamo le famiglie. E, se nonostante il coinvolgimento dei genitori il ragazzo insiste nel trasgredire alla misura imposta dal Ministero, lo sospendiamo“.

La proposta dei Presidi, a livello nazionale, è ancora in una fase di studio, oggetto di serrati confronti che, ad oggi, continua a dividere l’ambiente scolastico.

Guido Cossard Dirigente scolastico della scuola ‘St.Roch’, in corso Ivrea, premette: “In generale, non ritengono siano sempre corretti questi automatismi improduttivi. Ma – sottolinea – sono d’accordo nell’adottare una linea dura per chi non rispetta le normative di sicurezza”.

Ricorda, a gran voce, come la scuola sia “sempre e comunque un ambiente educativo. Un settore in cui, in primis, vige il rispetto delle regole. Mi sento di ribadire l’urgenza di un confronto su automatismi ingiustificati”. Aggiunge: “Teniamo presente la diversa tipologia degli istituti scolastici“, conclude.

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