Press "Enter" to skip to content

Scioglimento ghiacciai, geologo Secchieri: “Neve ‘memorizza’ caratteristiche territorio dei periodi”

AOSTA – La quantità di polveri sottili, di agenti atmosferici dannosi viene impressa, in maniera indelebile, nella ‘memoria’ infallibile della neve che, dopo la caduta al suolo, si trasforma in ghiaccio e ‘immagazzina’ le peculiarità ambientali di quel periodo.

Da tempo, gli scienziati si stanno ponendo l’allarmante interrogativo riguardante una possibile seconda vita di batteri riemersi a seguito dello scioglimento dei ghiacciai.

Nei ghiacciai dell’Antartide – informa Franco Secchieri geologo-glaciologo, coordinatore del Servizio glaciologico dell’Alto Adige e membro del Comitato Glaciologico Italiano – è recente l’avvio di studi focalizzati su strati di ghiaccio risalenti a centinaia di migliaia di anni. Parliamo di un ciclo trentennale di scioglimento. Risale al 1985 la prima fase di riscaldamento atmosferico e di regresso dei ghiacciai. Che sta continuando in maniera veloce. Anche sui ghiacci dei monti Bianco e Rosa sono stati fatti dei ‘carotaggi’ da eminenti glaciologi mirati allo studio dell’atmosfera. Se, come è stato appurato, si conservano determinate nano particelle – sottolinea Secchieri – non si può escludere che si mantengano ‘in vita’ anche specifici batteri”.

In proposito, risponde Edoardo Cremonese dell’Arpa Valle d’Aosta, esperto di cambiamenti climatici, con laurea in Scienze ambientali: “E’ vero, ma non nei nostri ambienti. Parliamo delle zone artiche e della Siberia. Assistiamo ad un processo tipico dei terreni congelati in maniera permanente. Il Permafrost, dove esistono decine di metri di congelamento territoriale. All’interno – sottolinea – si trova materiale organico risalente a centinaia di migliaia di anni. Ad oggi, non abbiamo acquisito certezze relative alla presenza di batteri”.

Riporta, al contrario, una notizia appurata da studiosi del settore: “All’interno del suolo artico potrebbe liberarsi una quantità notevole di metano. Il gas serra, principale causa del riscaldamento atmosferico con conseguenze che coinvolgono l’intera umanità“.

Please follow and like us:
error

Comments are closed.

RSS
Facebook
Facebook
YouTube
LinkedIn
Instagram